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A mente fredda, un discorso un po' deludente

Per Christian Rocca nelle parole di Obama c'è poco che possa restare

Da Camillo, il blog di Christian Rocca

Il discorso di Obama, a mente fredda, è stato un po’ deludente. Bello, sobrio, condivisibile. C’è; chi dice sia stato una via di mezzo tra Carter e Reagan, certo non è paragonabile al meraviglioso discorso di Bush del 20 gennaio 2005. Non c’è una frase o qualcosa che possa restare, se non quella della mano e del pugno. E, chissà, forse la frase che riportò alla fine. Obama ha provato a tenere tutto dentro, il realismo e l’idealismo, la superiorità del modello americano e l’apertura al mondo, il dialogo e la fermezza, le Scritture e i non credenti. Ottimo, ma troppo “ma anche”. Mi è sembrato buono sulle cose di politica interna, anche se Wall Street non ha gradito, ma anche per il richiamo alla tradizione americana. Ha fatto bene a promettere amicizia a tutti, in cambio della rinuncia alla violenza. E anche a garantire la mano dura se i fanatici continueranno a tagliare le teste. Ha puntato più sull’amicizia, perché ovviamente spera di convincere "il mondo islamico". Speriamo bene, speriamo abbia ragione lui. Sono un ciccinin pessimista e spero che non perda troppo tempo prima di  passare al piano B, cioè al passaggio più rassicurante dell’intero discorso, quando ha detto ai fanatici e ai corrotti del mondo arabo che "stanno dalla parte sbagliata della storia" (sì, è stato molto bushiano) e quando ha detto: "We will not apologize for our way of life, nor will we waver in its defense, and for those who seek to advance their aims by inducing terror and slaughtering innocents, we say to you now that our spirit is stronger and cannot be broken; you cannot outlast us, and we will defeat you".

di Christian Rocca

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