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Si è ristretta la Bbc

Tagli all’emittente britannica. Ma non è una ritorsione politica

Nell’anno in cui i media britannici hanno subìto di tutto, dall’accusa di essere tutti intercettatori al soldo del padrone più spietato alla chiusura, un giorno con l’altro, di un tabloid; nell’anno dell’annunciato Armageddon murdochiano – Rupert è troppo vecchio, James troppo spacciato, il gruppo troppo sputtanato – è toccato infine alla Bbc, “Auntie Bbc”, la zietta, come la chiamano gli inglesi, il boccone più amaro. Ieri i dirigenti del network hanno annunciato il taglio di duemila dipendenti, la sospensione di tutto il settore dell’alta definizione più un’altra serie di aggiustamenti per un risparmio di almeno 670 milioni di sterline l’anno. La Bbc resta “una forza morale”, come ha detto qualche tempo fa Lord Patten, ineffabile presidente dell’emittente già noto per la sua solitaria battaglia europeista all’interno del Partito conservatore, ma deve tagliare le sue spese del 20 per cento se non vuole rimanere schiacciata dai debiti.

Tutto è iniziato l’anno scorso, quando il governo inglese ha deciso di congelare i suoi finanziamenti all’emittente (che arrivano dal ministero degli Esteri e da quello della Cultura) e ha chiesto anche il congelamento del canone tv (pari a 166 euro l’anno) fino al 2017. Già allora l’azione dell’esecutivo fu vista come una manovra di austerità un filino partigiana: i conservatori non vedevano l’ora di mettere a tacere la Bbc, espressione dell’establishment di sinistra. Allora era ancora in piedi la richiesta d’acquisto da parte del gruppo di Murdoch per il canale BSkyB, e tutto si teneva: il premier Cameron e i suoi scagnozzi tengono a bada la Bbc a suon di tagli e aiutano l’avanzata dell’amico Murdoch.

Poi c’è stata l’estate degli scandali, la Bbc ha provato a tenere in vita l’antimurdochismo fin quando ha potuto, anche quando era chiaro che la tempesta era finita, ed è infine arrivato il giorno della ristrettezza. Non era mai successo dalla fondazione, nel 1926. Come spiega l’Economist, la colpa non è della politica. E’ che non si può raggiungere e accontentare tutti, si deve scegliere. La qualità non ne risentirà – tutti i canali d’inchiesta, di cultura, di approfondimento non sono stati toccati –, la zietta ha soltanto cambiato strategia, e non è un male.

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