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Caro Ferrara, fa un certo effetto leggere da Bucarest le cronache di una intolleranza e di una inciviltà che per nulla somigliano alla città amica e pacifica che incontro nelle mie passeggiate domenicali. Ho sempre ritenuto, anche con un pizzico di orgoglio campanilistico, che Bologna rappresentasse e rappresenti un modello di convivenza civile, di capacità di ascolto, di tollerante e intelligente tendenza all'inclusione. Le contestazioni di cui lei è stato oggetto mi offendono quindi doppiamente: come uomo di governo, che ha sempre il dovere di guardare a questi fenomeni con occhio vigile e attento per evitare derive violente nella società, e come cittadino bolognese.
La libertà di espressione rappresenta uno delle più importanti conquiste delle democrazie occidentali e chiunque si senta in diritto di inibire questo diritto ad altri si colloca automaticamente fuori dalle regole della democrazia.
Nell'esprimerle quindi la mia solidarietà e il mio rammarico per quanto è successo, voglio ribadire la mia convinzione ( e la mia speranza) che quello di cui lei è stato vittima costituisca un fenomeno isolato e circoscritto che nulla ha a che fare con la libera dialettica politica democratica cui il Paese ha diritto di assistere.
Romano Prodi
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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