Sotto processo non è il maschio stupratore ma la figura del maschio in quanto tale

Weinstein ma non solo. La resa alle circostanze e la fuga dalle responsabilità è stata indecente più delle accuse di abuso ed è una prova di ferro del carattere fanatico della grande crociata antimaschile andata in scena nel circo delle nuove molestie

Kevin Spacey (foto LaPresse)

Kevin Spacey (foto LaPresse)

Mi sono domandato che cosa sarebbe successo se Harvey Weinstein avese replicato a brutto muso che lui è un famoso tombeur de femmes, un seduttore dongiovannesco, un uomo potente che sforza le sue Zerline (“vorrei e non vorrei, mi trema un poco il cor”), uno che magari merita l’inferno dei peccatori incalliti ma attende un giusto processo per accertare che cosa siano penalmente come siano provate o dimostrabili le famose manipolazioni attraverso cui riceveva attrici vogliose di ottenere una parte,...

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  • luigi.desa

    06 Novembre 2017 - 10:10

    La accusa di molestie ,tranne rarissimi casi , è una affermazione apodittica priva di riscontri che va respinta con assoluta determinazione rivolgendosi al giudice il quale in assenza di prove non può altro che sentenziare un risarcimento anche lauto a favore del diffamato/calunniato.luigi de santis

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  • perturbabile

    06 Novembre 2017 - 08:08

    Finalmente qualcuno lo dice, grazie dott. Ferrara! Il caso, poi, del ministro della difesa è paradossale. Ha dichiarato , dimettendosi, di essere stato inadeguato allo standard richiesto, vent'anni fa o quando. Per una figura come la sua, non è una diserzione, l'atteggiamento inadeguato non è lasciare le proprie responsabilità 'per il fantasma di un ginocchio'? E l'immediata contrizione di tutti, non è anche un cattivo esempio civile, il segnale di non considerare che esiste uno stato di diritto, cui ricorrere per dirimere le ragioni dai torti? Non esprimono, al limite, un senso della giustizia più 'selvaggio' dei loro passati approcci?

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    05 Novembre 2017 - 23:11

    Forse sfugge, nel caos delle opinioni diverse e contrastanti, ma la valutazione attuale di ogni azione umana è nelle mani della “morale”. La peripatetica che nel corso dei secoli s’è venduta ai più svariati e pure contraddittori, “come dovrebbe essere”, prevalenti al momento. Di fronte a lei cadono le leggi, gli aspetti penali, le norme, i costumi. Oggi è stata ingaggiata da quelle parti, sono più d’una, che vogliono distruggere il ”maschio normale”. Per dare un’idea: il maschio normale è quello che brama il genere diverso da lui: la femmina. Poi ci sono, i “non allineati”, quelli che bramano il loro stesso genere. Niente di riprovevole, c’è spazio per tutti. Macché, è quello normale che va distrutto o sottomesso. Lo esige la morale ingaggiata. Sapete dov'è l’inghippo? Nel fatto che tante, tante femmine, non vogliono. non possono ammettere di bramare il maschio normale.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    05 Novembre 2017 - 22:10

    A furia di voler ideologizzare ovvero confondere all'inverosimile la semplice ed evidente realtà naturale dei due sessi maschio o femmina così come Dio ci crea (e graziaddio!!!), ora ci ritroviamo incasinati nella più totale confusione sessuale morale e giuridica. Tutto il mondo normale ride e ci deride. Ma per noi è cosa seria. Tanto che alla Casa Bianca Obama fra i servizi per i signori e quello per le signore ne aveva inserito un terzo per il sesso-ignoto. C'è berlicche, là sotto, che se non fosse un purospirito sarebbe già scoppiato dalle risate, esploso.

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