Altro che età dell'innocenza. Ecco il sito che fa incontrare giovani studentesse e vecchi ricconi

Il caso di RichMeetBeautiful, il sito di dating tra ventenni e uomini molto facoltosi. La nuova frontiera delle 50 sfumature degli appuntamenti online

Luca Gambardella

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Altroché età dell'innocenza. ecco il sito che fa incontrare giovani studentesse e vecchi ricconi

Lolita, film diretto da Adrian Lyne nel 1997 e basato sull'omonimo romanzo di Vladimir Nabokov

"Sei stanca di incontrare ragazzini alle prime armi? Su RichMeetBeautiful trovi uomini veri che sanno come trattare una donna vera. In più non hanno tempo da perdere e vanno dritti al sodo”. E ancora: “Il divertimento che ti attende con una ragazza giovanissima che sprizza energia da ogni poro è sbalorditivo”. Di recente, la galassia dei siti di dating si è arricchita di un nuovo portale, ancora poco conosciuto in Italia ma che, grazie ad annunci come questi, sta facendo scalpore nell’Europa del nord. La mission del servizio offerto sta tutta nel suo nome: permettere a giovani ragazze – il target è la fascia di età compresa tra i 18 e i 26 anni – di registrarsi online per incontrare uomini più anziani e, soprattutto, benestanti. L’utente che si registra sul sito può scegliere il partner preferito in base a dei filtri, e il gioco sarebbe fatto, se non fosse che ora RmB è accusato di sessismo e favoreggiamento della prostituzione.

    

Fino a qualche giorno fa il portale era per lo più sconosciuto, fatta eccezione per qualche paese scandinavo più tollerante per il libertinismo online e dove il sito aveva riscosso un discreto successo. Ma da quando è sbarcato in Belgio le cose hanno preso una piega diversa. Camioncini con gigantografie pubblicitarie che ritraggono una ragazza in reggiseno e che reclamizzano il sito di appuntamenti hanno invaso le strade di Bruxelles e di altre città del paese appostandosi, non a caso, davanti alle università. Un professore della Università libera del Belgio, indignato, ha scattato una fotografia dei cartelloni dove era impresso a caratteri cubitali “Migliorate il vostro stile di vita. Uscite con uno sugar daddy (che sarebbe un maschio più anziano e benestante, ndr)”.

 

 

Nessun altro servizio marketing avrebbe potuto giovare tanto al sito di incontri e, nonostante le critiche, RmB ha registrato oltre 20mila contatti solo nel weekend scorso. “Contiamo di raggiungere le 300mila sottoscrizioni entro il 2018”, ha commentato giubilante l’amministratore delegato, il norvegese Sigurd Vedal, parlando alla stampa belga. L’Unione degli studenti della comunità francese del paese ha definito la pubblicità “una campagna sessista che mercifica le donne”. E’ “scandalosa e allarmante”, ha rilanciato il ministro dei Diritti delle donne della federazione Vallonia-Bruxelles, Isabelle Simonis. “Un’incitazione nemmeno troppo velata alla prostituzione e all’adescamento”, ha accusato il ministro per le Pari opportunità, Alda Greoli. E così l’indignazione collettiva ha portato le autorità di Bruxelles e del comune di Watermael-Boitsfort ad annunciare ieri il blocco della campagna pubblicitaria, colpevole di violare il codice penale per incitamento alla prostituzione. 

      

In effetti, la scelta di posizionarsi proprio nelle aree circostanti le università per aumentare il numero delle giovani iscritte al sito sembra un tentativo piuttosto esplicito di adescamento. Ma la replica di Vedal, affidata ai giornali, prova a ridurre lo sgomento generale a una semplice variabile nel banale rapporto tra domanda e offerta di mercato: “Le donne cercano uomini, potenti, intelligenti, brillanti. E’ molto affascinante questa richiesta. Dopo ‘Cinquanta sfumature di grigio’ le donne sono più libere e possono esprimersi liberamente”. Secondo l’amministratore di RmB il libero (e presunto) discernimento delle ragazze scagiona il sito da qualunque responsabilità, anche perché – insiste – dopo avere stabilito il contatto sul sito poi “ognuno è libero di impostare la relazione come preferisce”. Peccato però che l’incontro tra sugar baby e sugar daddy avviene sulla base di una promessa di denaro, più o meno implicita, da parte del (ricco) principe azzurro.

 

A sottolineare che la relazione tra gli utenti nata su RmB è dettata dallo status benestante del daddy di turno piuttosto che dalle farfalle nello stomaco, oltre allo stesso sito di appuntamenti, è stato Renaud Maes, un sociologo intervistato dal quotidiano belga Soir: “Si tratta di uno strumento usato per trovare del denaro in tempi rapidi” permettendo alle ragazze di “affrontare una situazione di precarietà”. Sempre secondo Maes, che ha indagato il fenomeno della prostituzione tra le studentesse universitarie in Belgio, il sistema prevede che la ragazza adescata e il suo partner non discutano online della tariffa da versare alla giovane in modo da non svelare alla luce del sole il reato di adescamento. Vedal, che è un veterano del settore e che prima di RmB aveva aperto altri siti specializzati in incontri tra celibi, tra sposati e tra sposati con figli si difende: “Ogni giorno ci sono video di violenze su Facebook... Abbiamo delle regole, facciamo del nostro meglio ma, come per gli altri siti, non possiamo controllare tutto”.

   

“Come in Cenerentola”, assicura il cupido norvegese, “si tratta davvero di relazioni romantiche”. Ma si sa, come dice il proverbio, che il ricco ha il cuore vicino al portafoglio.

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Commenti all'articolo

  • mauro

    28 Settembre 2017 - 17:05

    Non indurre in tentazione chi non chiede che di essere tentato. Sia detto in senso generale e quindi senza senza offesa per le giovani studentesse 18/26. Solo che il progresso non poteva non scatenare l'audacia dell'immaginazione e il principio di precauzione, che pure imprversa, è usato di solito in llodo bislacco.

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  • luigi.desa

    28 Settembre 2017 - 16:04

    E i maschi sono animali stolidi.Per pareggiare i conti.

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  • luigi.desa

    28 Settembre 2017 - 14:02

    Le donne sono tutte mignotte tranne la mamma.E mica sempre.

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    28 Settembre 2017 - 11:11

    Sostenere che le studentesse siano sostanzialmente fesse e non sappiano quello che fanno e' veramente meno sessista della campagna pubblicitaria cosi' esplicita?

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