IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara
accesso abbonati
The Tank consiglia

Israele attaccherà l’Iran? dal New York Times
Ronen Bergman, giornalista di Yedioth Ahronoth, ha parlato per ore con Ehud Barak e con tante fonti in Israele e si è convinto che l’attacco ai siti nucleari dell’Iran ci sarà, e ci sarà nel 2012. L’articolo mostra tutti i dubbi, tutte le difficoltà, ricorda che Sharon si oppose a un attacco ma diede fondi illimitati all’intelligence per evitare che Teheran si dotasse dell’atomica (c’è anche una definizione meravigliosa di Meir Dagan, ex capo del Mossad, data dallo stesso Sharon: “Dagan’s specialty is separating an Arab from his head”). Nel fotografare tutte le divisioni nella leadership israeliana, Bergman non risponde a una domanda: perché tutti gli spasmi interni di Israele sono consegnati senza filtri alla stampa americana? Dopo tutto questo fumo, il blitz (difficile, complicato, con conseguenze imprevedibili) è ancora evitabile?

L’allarme della Lagarde (che non ama i bastardi) dal Daily Beast
Questa settimana il Fondo monetario ha detto a tutti che l’austerità da sola non salva nessuno. Prima era tutto un “mettete i conti in ordine”, ora c’è qualche ripensamento. Si sa che l’austerità non dà risultati visibili nel breve periodo, ci vuole “una pazienza strategica”, come la definirebbe Ryan Crocker, ma si sa che i politici non possono aspettare. Neppure Christine Lagarde aspetta. In questa intervista di Newsweek, Lagarde però viene ritratta nella sua forma migliore, soprattutto quando si racconta il primo incontro con i 24 del board del Fondo. “I don’t know if it’s male versus female, but I am told my management style is more inclusive,” says Lagarde. It has to do with forming a team’s view, having a consensual approach, “‘wasting time’ on occasion” to build consensus so that “you will not need to waste it in convincing people to implement”. “Even if it means not appearing as decisive—you know, ‘This is my way or the highway’—I don’t work that way,” says Lagarde. “At the end of the day we have to reach a compromise and a common platform, but I think it has to include as many people as possible.” She pauses for a second. “I leave aside the bastards, because that’s one thing that I don’t compromise with: people who lie, people who cheat, people who are not with the group and behave like parasites. That, I can’t stand.”

“Lo schiaffo” di Christos Tsiolkas racconta storie di famiglie in cui: tutti i mariti pensano che le loro mogli siano il massimo della vita epperò hanno almeno un paio di amanti a testa; tutti i bambini giocano alla Playstation (e quando non lo fanno litigano tra di loro); tutte le mogli subiscono corna senza quasi battere ciglio (alcune vengono anche picchiate, e perdonano) e comunque le mamme sono tutte dei mezzi disastri. Però c’è una frase molto bella, che salta fuori quando è una donna che (finalmente) tradisce il marito e poi torna a casa. “Ecco, finalmente, l’amore. Eccone la forma e l’essenza, una volta che la lussuria e l’estasi e il pericolo e l’avventura erano spariti. L’amore, al nocciolo, era negoziazione: la resa di due individui alle incasinate, banali, domestiche realtà della convivenza”.

Sito certificato Audiweb

Web Design: Vai al sito di Area Web     Hosting: Vai al sito di Bluservice     Advertising: Vai al sito della divisione WebSystem del Sole 24 Ore