La scuola è sempre più multietnica. Come andrà? Male

Si torna in classe e da quest’anno, in nome della riforma, la parola d’ordine sarà “inclusione”. Un bel film francese del 2008, “La classe” di Laurent Cantet ci ha già anticipato cosa succederà

La scuola è sempre più multietnica. Come andrà? Male

I ragazzi del film “La classe” di Laurent Cantet, Palma d’oro a Cannes e Oscar per il miglior film straniero nel 2009. “Entre les murs” il titolo originale

A un certo punto scoppia un parapiglia, in classe. Sta per iniziare la Coppa d’Africa e Rabah, è marocchino, fa il pubblico elogio della “sua” nazionale. Boubacar invece è del Mali, di tutti è il più scorbutico (anzi “con grandi qualità, ma problematico sotto il profilo disciplinare”, come direbbero i pedagogisti). Il Mali non si è qualificato, orgoglio ferito, si litiga. C’è un altro ragazzo dalla pelle scura, però è antillano, è il più duro di tutti ma è l’unico...

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Commenti all'articolo

  • Jean Santilli

    Jean Santilli

    11 Settembre 2017 - 17:05

    Questo ridicolo processo d’integrazione forzata ha un precedente storico: il Risorgimento. Quello era fallito, e fallirà questo, per fortuna, impedendo un’altra integrazione risibile: quello dell’Italia nell’Europa.

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  • luigi.desa

    11 Settembre 2017 - 12:12

    Che rottura l'eterna menata contro il razzismo quasi che l'unico al mondo sia stato l'Adolfo. Il razzismo è un connotato psichico dell'essere umano. Nel conflitto tra pensieri ed idee diverse c'è sempre sotto una forma a volte anche maligna di razzismo. La verità razzista del marxismo il proletario contro il borghese e il disprezzo culturale del borghese verso il comunismo come salvezza dell'umanità e poi che i lottatori a favore dei proletari siano stati e siano tutti malmostosi borghesi è una delle comiche storiche più riuscite.Ci sarebbe da selezionare passi scelti di discorsi politici e pure di altra specie in genere nelle adunate culturali intrisi di razzismo per così dire intellettuale , fagottaro per semplificare il pensiero.

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  • mristoratore

    11 Settembre 2017 - 00:12

    so what?

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    10 Settembre 2017 - 17:05

    Tutti i nodi arrivano al pettine: solo l'essere umano nasce capace e sempre più portato ad oggettivarsi ossia a sentirsi un io che riconosce sé stesso, perciò innanzitutto considerare che la coscienza si apre come consapevolezza di una "propria identità individuale". Subito dopo sente l'esigenza di riconoscersi in una identità collettiva, sociale. Poiché Natura vuole che ogni individuo nasca, maschio o femmina, da una mamma e da un papà, negare questa situazione preesistente, precondizione d'inizio vita, è porsi contro natura, dunque contro le condizioni preordinate del vivere, contro la vita, è negare la realtà per imporre una falsità, inoculare dissociazione mentale (gender). La Scuola - che è insegnamento al vivere in senso lato - deve rendersi conto dei princìpi reali fondamentali della vita, altrimenti finisce nella confusione mentale, nel delirio di idee astratte avulse dalla realtà, nel caos. Il c.d. pensiero laiko, ammesso che pensi, deve RINSAVIRE. Sennò, ci penserà l'islam!

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