La scuola precaria

La retorica del merito di Fedeli e la realtà delle assunzioni sanatoria

La scuola precaria

Il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli (foto LaPresse)

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha scritto tramite la Stampa una lettera agli studenti per spiegare che la scuola futura “sarà la scuola che desiderate”. Enunciati generali e un po’ retorici che non mette conto riportare, tipo “non può esserci alcuno spazio per la stanchezza, la delusione, la rassegnazione. Né vostra né delle vostre e vostri insegnanti”. A un certo punto Fedeli passa però a spiegare un punto chiave: che c’è un sistema pregresso di precariato da sanare, “abbiamo stabilizzato nel corso degli anni molti di loro, fornendo tutele alle loro vite”. Cosa importi agli studenti di questo problema, non si sa. O invece sì. Perché giusto il giorno prima le commissioni Istruzione di Camera e Senato hanno dato il loro parere sul quinto decreto attuativo della riforma, che riguarda la formazione e il reclutamento degli insegnanti. La sintesi è che i circa 80 mila precari iscritti ad oggi nelle graduatorie verranno assunti nei prossimi cinque anni (con più facilità se accetteranno di andare in un’altra regione, ma non vi è più obbligo), mentre nella metà restante dei posti entreranno i vincitori di concorso ancora in attesa. Nel frattempo, i giovani neolaureati, che pure hanno già superato un corso di studi atto all’insegnamento, avranno a disposizione un concorso ogni due anni, che però aprirà la strada ad altri tre anni di formazione, con l’assunzione in ruolo prevista solo al terzo. In modo da smaltire i precari. Per i prossimi anni, la Buona scuola rivista e corretta (ma le premesse della sanatoria c’erano già prima) metterà in cattedra precari, con o senza concorsi passati. Il rinnovamento dei giovani & bravi seguirà. Questo è ciò che accade, al di là delle parole di circostanza della ministra. Ovviamente dovrà decidere il governo, ma l’indirizzo (Pd favorevole), è quello. Poi, ci sarebbe il merito: il merito degli insegnanti e anche quello degli studenti (ah, il merito).

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    20 Marzo 2017 - 09:09

    E' questo il vero squallido volto del Pd. La sua cultura, le sue radici, le sue tradizioni non gli consentono che di essseee questo. La rapppresentanza politica di tanti nullafacenti senza meriti pero' con il diritto d'essere sistemati a vita a spese dei contribuenti, abbassando qualità e innalzando spesa corrente. In nome, naturalmente, della meritocrazia. Solo da noi si campa e governa mistificando.

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  • guido.valota

    17 Marzo 2017 - 08:08

    A un millimetro dal sei politico. Todos caballeros, ancora qualche milioni di ignoranti pronti a credere nelle scie chimiche, obbedire alla Cgil, combattere per Grillo.

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    • mauro

      17 Marzo 2017 - 09:09

      E' proprio così, caro Valota, dalla padella di una dittatura alla brace di una democrazia che mette l'istruzione di un popolo in simili mani.

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