Eruzioni globali

Scoperti novantuno vulcani sotto il ghiaccio dell’Antartide. Che però si scioglie per colpa della CO2

Piero Vietti

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Eruzioni globali

Foto Pixabay

C’è una vecchia ma sempre attuale battuta che spiega bene come in fondo agitarsi per sistemare tutte le cose secondo l’idea di realtà che abbiamo in mente noi sia spesso inutile e controproducente. La battuta è quella che dice che “Dio c’è, ma non sei tu: rilassati”, e può essere il sottotesto perfetto di tante roboanti dichiarazioni sulla lotta ai cambiamenti climatici causati dalle attività umane. Non in senso cinico, si badi, semmai nel senso che dare per settled, definitivo, tutto quello che sappiamo sull’argomento rischia di farci dimenticare che ci sono molte più cose in cielo, in terra e sottoterra che in qualunque studio sui cambiamenti climatici.

  

È di pochi giorni fa l’annuncio di una scoperta – avvenuta quasi per caso – in Antartide: nella parte ovest del continente ghiacciato gli scienziati hanno trovato 91 vulcani nascosti due chilometri sotto lo strato di ghiaccio. Il Polo sud diventa così di diritto la regione con più vulcani del pianeta, il più alto dei quali raggiunge i 4.000 metri di altitudine. Questa notizia, arrivata da una ricerca dell’Università di Edimburgo, cambia molto l’idea che la comunità scientifica aveva dell’Antartide. “Siamo rimasti sorpresi – ha detto uno dei ricercatori al Guardian qualche giorno fa – non ci aspettavamo di trovare un numero così alto di vulcani”, tanto che gli scienziati sospettano che siano molti di più dei novantuno censiti finora.

  

La letteratura corrente – soprattutto giornalistica – sul continente ghiacciato è più o meno nota a tutti: una parte si sta sciogliendo abbastanza in fretta, e questo comporterà l’innalzamento dei mari con conseguenze catastrofiche per tutti (nella noia di Ferragosto girava sui siti e sui social una cartina che rappresentava l’Italia tra 80 anni: senza Pianura padana e gran parte delle coste, sommerse dall’acqua). Naturalmente il famoso 97 per cento degli scienziati del mondo dà per settled il fatto che l’Antartide si stia sciogliendo per colpa dei suv e dei frigoriferi dell’occidente, dei troppi figli che facciamo e della dieta carnivora che ci ostiniamo a mantenere.

 

Ed ecco dunque il capolavoro di chi in questi giorni ha commentato la scoperta dei novantuno vulcani: dato per scontato – non è chiaro sulla base di cosa – che siano momentaneamente inattivi, ci è stato spiegato che potrebbero riattivarsi con lo scioglimento del ghiaccio, a causa della minore pressione, e quindi peggiorare la già brutta situazione da quelle parti. Insomma i vulcani sotto la coltre ghiacciata dell’Antartide sarebbero solo un ulteriore problema, successivo a quello dello scioglimento causato dai nostri frigoriferi. Il fatto che questi vulcani siano proprio nella zona del continente che più si sta scaldando, naturalmente non c’entra niente.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    17 Agosto 2017 - 10:10

    Ma perché non ve annate a fa na magnata de pollo con i peperoni? Fatela finita. Mangiamo meno carne questo si ma sul resto siete dei catastrofisti dell'ultimo minuto. Non se ne può più. Se dobbiamo morire per colpa nostra dite che cosa si deve fare. Se dobbiamo morire perché il pianeta dopo miliardi di anni si è stufato e cambia giro allora noi non ci possiamo fare niente per buona pace di politici, scienziati, animalisti, gruppettari e preti e per loro sarebbe dura ma una via di uscita la troverebbero di sicuro. Come sempre.

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  • Marco Di Mattia

    17 Agosto 2017 - 07:07

    Vietti sta ipotizzando che i 91 vulcani, 50 anni or sono, non esistessero ancora? O che non fossero attivi, e oggi sì? Perché se no tutto il ragionamento non ha senso.

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    • Dario

      Dario

      17 Agosto 2017 - 17:05

      Mi sembra una osservazione molto sensata. Tra l'altro, non si capisce perché in tutti gli altri temi in cui la scienza ufficiale finisce sul banco degli imputati (ad esempio i vaccini) ad opera di frange di 'neoilluminati' (ad esempio il M5S), il giornale si schieri (a mio avviso giustamente) contro il complottismo antiscientifico, mentre nel caso del global worming, e solo in questo caso, accade esattamente il contrario. Ognuno, evidentemente, vede i complotti dove ritiene più opportuno vederli.

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