I figli del genoma perfetto

Redazione

Per l’Economist il sesso è diventato un inciampo superfluo nella vita

Un tempo era una cosa semplice, scrive l’Economist, “una ragazza incontrava un ragazzo. I gameti venivano trasferiti attraverso un sistema ottimizzato da milioni di anni di evoluzione. E così, nove mesi dopo, parte di quell’apparato presentava il prodotto finito al mondo. Ora le cose sono più complicate”. La storia di copertina di questa settimana del noto settimanale britannico, l’avrete capito, è dedicata al sesso, o meglio, alla riproduzione nell’èra contemporanea.

 

Il ragionamento è facile: siccome oggi le cose sono “complicate”, e i ragazzi aspettano sempre di più prima di mettere al mondo un bambino – perché magari sono spaventati, perché decidono di non volerne, di ricorrere all’aborto, altre volte perché hanno difficoltà a far funzionare quell’“apparato”, appunto – dunque ben vengano la scienza, la tecnica, la sofisticazione che permettano a due persone (ma perché solo due, magari anche tre o quattro) di riprodursi “scientificamente”.

 

Per l’Economist a questo punto è importante dividere le due sfere, sesso e riproduzione: un passo avanti per l’evoluzione umana, dicono, che permetterebbe per esempio anche alle coppie omosessuali di avere figli di entrambi i genitori. La copertina dell’Economist arriva il giorno dopo il report della National Academy of Sciences americana, che di fatto è un endorsement alle tecniche di manipolazione del genoma che possono essere ereditate. Ciò che qualche anno fa sembrava soltanto fantascienza, e suscitava ancora un dibattito serio sulle implicazioni bioetiche, oggi non fa nemmeno discutere. L’uomo non gioca più, il problema è che adesso crede di essere Dio.

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