Omeopatia, acqua fresca a caro prezzo

“Non funziona”, obbligo di etichetta negli Stati Uniti. E da noi?

omeopatia

Richard Craig

L’omeopatia non funziona. Su questo la ricerca medica è concorde, tutti gli studi più seri e le meta-analisi finora effettuate convergono su una conclusione: l’omeopatia è inefficace o, quantomeno, non garantisce un effetto superiore a quello del placebo (cioè l’effetto positivo causato dalla suggestione). La novità è che, almeno negli Stati Uniti, questa informazione deve essere indicata sulle confezioni. La Federal Trade Commission (Ftc), l’agenzia governativa che si occupa di tutela della concorrenza e dei consumatori, ha pubblicato nuove linee guida e ha stabilito che le aziende produttrici devono indicare sulle confezioni di rimedi omeopatici da banco che “non ci sono prove scientifiche sull’efficacia del prodotto” e che “le affermazioni sul prodotto sono basate esclusivamente su teorie omeopatiche del Settecento che non sono oggi accettate dalla maggioranza dei medici”.

 

Ritorno alle radici

Omeopatia, antroposofia, osteopatia, chiropratica, fiori di Bach, naturopatia, medicina cinese o ayurvedica, sono tante le filosofie e le pratiche senza prove di efficacia che milioni di italiani utilizzano per curare o contrastare le più disparate patologie, dalle quelle lievi alle più gravi.

 

Il principio dietro alle nuove linee guida è che agli omeopatici vanno applicati gli stessi standard scientifici di efficacia e sicurezza richiesti ai farmaci. In Italia la situazione è simile, ma resta un’ambiguità di fondo. Da un lato gli omeopatici vengono messi in commercio “senza indicazioni terapeutiche approvate” e solo con un dosaggio talmente basso da non produrre effetti (in pratica lo stato si assicura e garantisce che non servono a nulla). Dall’altro, i prodotti omeopatici possono essere prescritti e venduti solo da medici e farmacisti, cioè proprio da coloro che per ruolo e competenze dovrebbero sapere che sono inefficaci. Così però stato e ordini professionali inducono in inganno i pazienti e danno ai rimedi omeopatici una credibilità – conteggiata nel prezzo – che l’omeopatia non merita.

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Commenti all'articolo

  • giorgio.coen

    22 Novembre 2016 - 14:02

    il credere nella omeopatia distingue le persone in credenti e non credenti. Questi ultimi hanno assorbito la lezione di Galileo e dell'approccio scientifico, gli altri credono nelle favole a loro favorevoli. I credenti li si scopre anche nelle fasce di persone apparentemente razionali e chee fanno uso della conoscenza politically correct che non richiede verifica di verità

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  • maurice

    22 Novembre 2016 - 00:12

    poveri scienziati! in casa mia ci curiamo da 30 anni al 90% con l'omeopatia con ottimi risultati così come decine di milioni di persone da 200 anni. La scienza moderna parte dal fenomeno osservato (il buon funzionamento) per addentrarsi nello sconosciuto e renderlo comprensibile. Non si possono impiegare categorie scientifiche già acquisite in altri contesti scientifici per dimostrare l'infondatezza di questa scienza diversa. Il vero problema è lo scienziato.

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    • Francesca68

      09 Dicembre 2016 - 20:08

      L’omeopatia si basa su un principio molto semplice: diluire una goccia di buonsenso in ettolitri di voglia di superstizione.

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