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La Rai non è più Ogm-free, bene. Ma la politica preferisce il “cornoletame”

Spiragli mediatici e chiusure parlamentari. Va dato merito a Riccardo Iacona, di aver dedicato al tema una precisa e informata puntata di “Presa Diretta” intervistando alcuni dei ricercatori più preparati in Italia, dopo anni in cui l’informazione è stata affidata a ciarlatani, cantastorie e contaballe

di Luciano Capone | 01 Marzo 2016 ore 06:12

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Foto LaPresse

Milano. Finalmente si ritorna a parlare di biotecnologie e organismi geneticamente modificati (Ogm) in maniera seria. Merito di Riccardo Iacona, che ha dedicato al tema una puntata di “Presa Diretta” intervistando alcuni dei ricercatori più preparati in Italia come la senatrice a vita Elena Cattaneo, Roberto Defez del Cnr, i professori Silviero Sansavini, Eddo Rugini, Bruno Mezzetti e Dario Bressanini. Dopo anni in cui l’informazione è stata affidata a ciarlatani, cantastorie e contaballe, per la prima volta si sono esposte le conclusioni a cui è giunta la comunità scientifica: gli Ogm sono esattamente come le altre piante, possono coesistere con quelle considerate non “geneticamente modificate” e non fanno male alla salute, anzi in molti casi sono migliori e riducono l’uso di pesticidi e agrofarmaci.

 

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Proprio pochi giorni fa, dal 18 al 20 febbraio, si è tenuto a Milano il “Convegno internazionale per l’economia della terra” dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica organizzato, come l’anno scorso, in collaborazione con l’università Bocconi e con il patrocinio proprio del ministero delle Politiche Agricole (ma anche della regione Lombardia, del comune di Milano, del Fai e con il contributo della fondazione Cariplo). Tra gli ospiti c’era persino il viceministro dell’Agricoltura Andrea Olivero (il ministro Martina è intervenuto lo scorso anno), che sta lavorando alla definizione di un “piano strategico nazionale” per il biodinamico. Una roba veramente biodinamica, nel senso che fa venir voglia di scappare. Fa impressione che un’istituzione accademica come la Bocconi organizzi convegni del genere, è come se da domani spingesse i propri economisti a rovistare come aruspici tra le interiora dei volatili per prevedere i dati macroeconomici. Quanto al patrocinio del governo, si può ricordare che in una vicenda simile il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è stata costretta a ritirare la sua prefazione a un libro sull’omeopatia, una pratica medica senza alcuna validità scientifica. Ma in agricoltura sembra che tutto sia permesso e possibile, basta che ci sia la parolina magica “bio” davanti: così finisce che lo Stato promuova il “cornoletame” e proibisca la ricerca su biotech e Ogm. E che un ministro abbia tempo da dedicare agli stregoni biodinamici e non agli scienziati che chiedono chiarezza sul futuro della ricerca scientifica.

© FOGLIO QUOTIDIANO


ARGOMENTI AGRICOLTURA OGM , OGM , PRESA DIRETTA , RAI

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