Regole per vaccinarci dai creduloni

Una giornata al pronto soccorso per un bernoccolo blu, la necessità di affidarsi non a una leggenda ma a criteri scientifici. Appello ai genitori anti vaccini: abbiamo un obbligo di responsabilità, non di obiezione

Regole per vaccinarci dai creduloni

Foto dal profilo Flick dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù

Ho passato la giornata di lunedì al pronto soccorso pediatrico, per un bernoccolo blu, rosso e nero che mio figlio si è fatto giocando a palla avvelenata: bisogna schivare la palla, schivandola succede di cadere, se ti cade un altro bambino sulla faccia è fatta, se però dopo la botta in testa e il bernoccolo un bambino vomita io so (tutti sanno) che bisogna andare al pronto soccorso. Dove ci si affida a un medico, alle infermiere, si risponde alle domande: ha perso conoscenza? quanto tempo è passato? Giulio, solleva il braccio, e dimmi quanto fa tre più uno, in che classe vai, dove sei stato in vacanza, ma che bel tatuaggio, è un drago? E’ venuto il neurochirurgo, è venuto il pediatra, hanno compilato fogli e l’hanno visitato, si sono assunti la responsabilità della salute di mio figlio; e le infermiere a un certo punto hanno chiesto al medico il permesso di portarlo a fare un giro in giardino, per fargli vedere l’orto con le zucchine (quando hanno il turno di notte a volte le infermiere preparano la pasta con le zucchine). Io mi sono affidata totalmente a loro, che in quel momento erano per me l’autorità assoluta e indiscutibile. Tutte le madri, tutti i padri facevano lo stesso: ascoltavano e si attenevano alle raccomandazioni, aspettavano esiti e rassicurazioni, molto spesso soluzioni. Con fiducia, stringendo la mano ai bambini, pronti a passare la notte lì, pronti a tutto se necessario. Li guardavo, mi guardavo e pensavo: non sono un medico, non sono uno scienziato, mi affido ai medici e allo stesso modo, con lo stesso spirito, mi affido completamente alla decisione presa in base agli studi scientifici sui vaccini e sulle malattie.

  

E’ un provvedimento per tutelare la salute, non per attentarvi, e per prevenire gli arrivi disperati al pronto soccorso, gli sguardi ai nostri figli al di là del vetro. Voglio ignorare tutto quello che non ha fondamento scientifico, così come ho sempre ignorato i gruppi su Facebook, o le conversazioni davanti a scuola con madri che sicuramente in buona fede, ma la buona fede non basta, incitano all’obiezione di coscienza e parlano di interessi farmaceutici e di bambini giocattoli di stato, e gridano di disobbedire e diffondono vaghe inquietudini e leggende strampalate. In quel pronto soccorso, per fortuna senza altre conseguenze, ho toccato l’importanza degli obblighi. L’obbligo di tenere sotto controllo mio figlio per sei ore, per precauzione. L’obbligo del medico di dimetterlo soltanto dopo averlo visitato un’ultima volta. L’obbligo nostro di genitori di svegliarlo, poi, la notte, e fargli qualche domanda, per prudenza. L’obbligo di responsabilità, in questo caso basato sulla medicina. E ancora di più, per quanto riguarda le nove vaccinazioni, basato su un’idea di responsabilità verso la collettività dei bambini che vanno a scuola. Non mi importa se ci sono allarmismi sul morbillo, se si parla facilmente di epidemie, non ho gli strumenti per contestarlo, così come non li avrei per operare mia figlia alle tonsille, mi basta quindi sapere che la stragrande maggioranza dei medici è per le vaccinazioni, e che il pediatra di mio figlio, che ha quasi novant’anni e va a curare i bambini più in difficoltà a domicilio, e insegna con ostinazione a genitori disastrati a prendersi cura dei loro bambini, dice che la medicina non ha certezze, ma i vaccini ci hanno salvato la vita. Mi affido a chi conosce, perché li ha studiati e curati, gli effetti collaterali di una puntura sul braccio e quelli della poliomielite e del morbillo. Mi affido a un obbligo, stabilito in nome della protezione di tutti i nostri figli. Quando di notte ho svegliato Giulio e gli ho chiesto quanti anni ha, lui mi ha detto: lo vuole sapere il dottore? Sì. Ne ho otto e ho troppo sonno ma sto bene.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    07 Settembre 2017 - 18:06

    Cara Annalena, lei giustamente, razionalmente si affida ai medici, alle infermiere, alle strutture sanitarie, i fanatici si affidano, agli imbroglioni, ai social e alle chiacchiere tra comari. Non hanno scusanti: il loro humus è l'ignoranza e la loro cultura è la legge del sospetto. In fondo, dialetticamente, due modi diversi di affidarsi.

    Report

    Rispondi

  • GianmarcoOlivé

    GianmarcoOlivé

    06 Settembre 2017 - 17:05

    Sembra che tutti coloro che hanno commentato il mio post - chi più educatamente, chi meno - siano certi del fatto loro, della specialistica agli specializzati, come se un ingegnere fosse paragonabile a un medico, come se la certezza della statica fosse equiparabile alla certezza della cura. Ad ognuno le sue convinzioni e le proprie certezze. Vivere governati dalla paura è certamente una delle possibilità, Paura di vecchie malattie che ritornano - dove? - paura del morbillo che fino a quarant'anni fa non "uccideva" nessuno ed era una delle malattie dei bimbi e ora pare la peste. Comunque la mia contrarietà è sulla battaglia opportunistica e illiberale del Foglio su una legge abborracciata che persegue false tutele sociali, impone l'assunzione di un farmaco obbligatoriamente, allontanata dalla scuola un bimbo non vaccinato ma le sue quattro maestre non vaccinate possono stare in classe serene - ah già, le maestre hanno i sindacati...

    Report

    Rispondi

    • lorenzolodigiani

      07 Settembre 2017 - 17:05

      Segua il consiglio dato da Pierluigi Battista. Si legga o rilegga Nemesi di Philip Roth, un bellissimo libro che puo' far riflettere chi ha un atteggiamento scettico o contrario nei confronti dei vaccini.

      Report

      Rispondi

      • GianmarcoOlivé

        GianmarcoOlivé

        13 Settembre 2017 - 11:11

        Ho letto "Nemesi" e l'ho trovato un bel romanzo, forse per considerazioni diverse dalle sue. Tra una qualsiasi città europea odierna e il quartiere di Newark del 1944 c'è l'abisso - igienico, economico, abitativo, sanitario. Ciò che mi pare illuminante di questo romanzo - ma di tanti altri di Roth - è la sua capacità di andare al punto. E il punto è la relazione tra Vita e Morte. Di più. Come questa relazione ci investe nella responsabilità - come esemplificato nel personaggio di Bucky. A me pare che la violenza con cui ci si approccia al tema dei vaccini - aggressività di proVax e Novax - sottenda proprio il terrore che il nostro tempo ha verso la Morte, l'incapacità di nominarla e affrontarla. Questo terrore chiude ogni spazio al confronto, come se ci trovassimo ancora negli anni '70 a dire "o con lo Stato o con le BR". In realtà, se ci spostiamo dal dominio della paura stiamo parlando di morbillo! In ogni caso grazie per il suo punto di vista e per il suo suggerimento

        Report

        Rispondi

  • pietro.parodi2

    06 Settembre 2017 - 10:10

    Va tutto benissimo, gentile Annalena, compreso Giulio che si sarà rapidamente rimesso dalla botta. Ma le mamma fanatiche non bisogna ignorarle. Bisogna contrastarle con qualunque mezzo lecito. Schernirle, discriminarle, trattarle da sciocche pericolose quali sono. E assieme a loro schernire e discriminare chi ha l'improntitudine di paragonare le politiche vaccinali del Governo - che per il nostro Paese pieno di ignoranti presuntuosi sono il minimo sindacale - con l'Inquisizione e la caccia alle streghe.

    Report

    Rispondi

  • GianmarcoOlivé

    GianmarcoOlivé

    06 Settembre 2017 - 08:08

    Puntuale con la deroga del Veneto il Foglio ci offre il suo pezzo moralista sui vaccini. Quando i preti bruciavano le streghe potevano farlo grazie alla "delega responsabile" dei sudditi alle gerarchie della Santa Inquisizione che deteneva l'autorità di stabilire il Vero e il Falso. Quando la brava Annalena corre al pronto soccorso si affida giustamente ai dottori, anche a quelli meno bucolici e ortolani. Il tema della responsabilità genitoriale è fondamentale. Responsabilità non è mettersi il prosciutto sugli occhi; è informarsi. Non al blog dei fessi pentastellati, ma sulla vasta letteratura scientifica che non è contro i vaccini, bensì selettivamente critica sul loro uso e sull'obbligo. Non si tratta di interessi economici, ma una visione scientifica alternativa. L'ignoranza dell'irresponsabilità scientifica fa il pari con la superstizione religiosa. La medicina non è scienza, ma arte. Se si pensa che tutto sto casino viene dal morbillo, non l'ebola, forse la realtà tornerebbe reale

    Report

    Rispondi

    • guido.valota

      06 Settembre 2017 - 13:01

      Lei scrive che 'Responsabilità non è mettersi il prosciutto sugli occhi; è informarsi'. La prima informazione che deve essere capita -e inculcata- è che per le specialità ci sono gli specialisti. Io sono uno specialista nel mio settore, e mi confronto solo con altri specialisti del mio settore. Non con chiunque si sia 'informato' o, più spesso, si dichiari informato - per carità di patria sorvoliamo sulle fonti attuali delle informazioni-. Potrei citare centinaia di non-risultati della 'visione scientifica alternativa' nel mio settore: tutte enormi cazzate di gente 'informata', che fa solo perdere tempo e soldi. Quando devo entrare in campi che non conosco a sufficienza mi affido a degli specialisti. Possibilmente più di uno ma specialisti, e non mi metto a discuterli democraticamente parlando di superstizione, arte, alternativa. Chissà perché oggi tutti dottori, ma nessuno ingegnere.

      Report

      Rispondi

    • Dario

      Dario

      06 Settembre 2017 - 13:01

      Non sono d'accordo. Informarsi su questioni di questa portata implicherebbe delle conoscenze che è impossibile avere senza una base adeguata, che in sostanza coincide con studi medici. Sempre che ci si voglia informare seriamente. Io devo affidarmi ai medici, anche nella consapevolezza che non sono perfetti, e lo devo fare perché devo dare un minimo sindacale di fiducia alle istituzioni formative e assistenziali per consentirmi un minimo sindacale di vita civile. Non sono in grado di giudicare la letteratura scientifica alternativa (che con la mia preparazione posso al massimo giudicare alla stregua di un'opinione), che peraltro ha il compito non di convincere me, ma di convincere la letteratura scientifica ufficiale.

      Report

      Rispondi

    • armando.dasdia

      06 Settembre 2017 - 11:11

      l' assimilare la santa inquisizione alla medicina ci dice subito quale è il valore del suo intervento, cioè zero

      Report

      Rispondi

    • mauro

      06 Settembre 2017 - 09:09

      Il Suo accenno all'Inquisizione disqualifica già il Suo discorso. E la responsabilità genitoriale trova i suoi limiti nelle leggi delle società, che impediscono ad esempio ai vegani di uccidere i loro bambini privandoli di vitamine. Lei ragiona come i vegani con l'aggravante che a differenza da loro il Suo atteggiamento danneggia la società. Negli ultimi anni c'è stata una contrazione generale delle vaccinazioni e già malattie prima scomparse ci minacciano e mietono le prime vittime tra i giovani. Lei dice di non abboccare alle sciocchezze dei grillini ma abbocca volentieri a non saprei quanto vasta letteratura che di scientifico ha ben poco. Qualsiasi ipotesi scientifica alternativa ha bisogno di conferme e quelle buone prima o poi lo sono sempre; non è questo il caso. Non sono al soldo delle case farmaceutiche. Si accerti Lei piuttosto di non essere influenzato dalla moda del principio di precauzione spinto fino a diventare autolesionista. Cordialmente, Mario Mauro.

      Report

      Rispondi

      • lupimor@gmail.com

        lupimor

        07 Settembre 2017 - 17:05

        Caro Mario, la fabbrica degli ignoranti che sforna gli "utili idioti" da manipolare a comando non è da oggi che gira a regime. Impegnarsi per capire per esempio, che l'epidemiologia non pretende di essere esatta al 100%, ma si basa, come tutta la scienza su calcoli statistici. Non annulla, ci mancherebbe, il dolore e i tormenti di quelli che sono incappati, nel 2%, ma non dà dignità alcuna ai fanatici.

        Report

        Rispondi

Servizi