A Monza una lezione per gli anti vaccinisti

Un bambino di sei anni affetto da una leucemia linfoblastica acuta è morto a causa di complicanze dovute al morbillo. L'importanza dell'“immunità di gregge”

Vaccini

Al direttore - Caro Cerasa, ho letto una notizia che mi ha colpito e fatto male. Ho visto che a Monza un bambino di sei anni è morto a causa di complicanze dovute al morbillo. Quel bambino era affetto da una leucemia linfoblastica acuta e a causa di quella patologia non aveva abbastanza difese immunitarie. La storia è drammatica per molte ragioni ma ci ricorda una cosa che dovrebbe essere ovvia e non lo è: ci sono bambini e persone che o non hanno difese immunitarie elevate o non possono vaccinarsi che rischiano di morire perché genitori di altri bambini per ragioni sciocche scelgono di non vaccinare i propri figli. La storia del bambino di Monza è tragica. Speriamo faccia riflettere qualcuno.

Lorenzo Tosti

Ha ragione. È una storia drammatica che ci ricorda un’altra storia drammatica di cui abbiamo parlato spesso sul nostro giornale. I bambini e le persone che non possono vaccinarsi hanno solo una possibilità di salvarsi dalle malattie per le quali non possono vaccinarsi: sperare che nel loro paese la così detta immunità di gregge, ovvero la protezione indiretta anche per i bambini che per specifici motivi di salute non si possono vaccinare, sia superiore al 95 per cento. In Italia quella soglia, per alcune malattie come il morbillo e la rosolia, è sotto quota 90 per cento. Prima la si smetterà di giocare con il fuoco e prima si avrà la possibilità di salvare persone drammaticamente deboli che rischiano di morire solo per un capriccio ideologico. 

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