Grillo a colloquio con i guardiani a 5 stelle del Campidoglio

Il grande capo s'informa su Roma con i badanti della Raggi. Colomban: “Servono misure per lo sviluppo”

Marianna Rizzini

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beppe grillo trieste

Beppe Grillo (foto di Triesteprima.it via Flickr)

Roma. “A Roma ho dovuto sporcare io perché era tutto pulito…”, ha detto ieri Beppe Grillo arrivando al Pantheon per la manifestazione anti-Rosatellum. Non è una battuta a caso. Mentre infatti il riflettore dell’indignazione a Cinque stelle illuminava i militanti pronti a scaldarsi al primo “cialtroni!”, l’ex comico, all’Hotel Forum, incontrava Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, i parlamentari che vigilano sul Campidoglio con un occhio a Virginia Raggi e uno al duo Di Maio-Casaleggio. E incontrava, Grillo, con loro, anche Massimo Colomban, imprenditore ed ex assessore dimessosi in ottobre dopo aver illustrato le linee del nuovo piano-Partecipate ma senza voler “fare critiche”, così ha detto, ai Cinque stelle (cui si era avvicinato con “la fissazione di voler far ripartire l’Italia”).

 

E oggi, però, bisogna intanto far ripartire Roma, zavorra mediatica per il M5s che viaggia verso le regionali e le politiche. Motivo per cui il Grillo che aveva, per l’ennesima volta, rimesso la pantofola (“del M5s sarò il garante”), deve ora mettere mano ai vari dossier che rischiano di appesantire la corsa contro i cosiddetti “dopati” della politica. E ieri, tra i punti da affrontare nella riunione, non c’era soltanto l’imminente voto a Ostia, fino a poco tempo fa terreno di caccia grossa grillina (ora in parte sedotta da Casapound). E non c’era soltanto il capitolo “Roberta Lombardi candidata governatore del Lazio”: “se ne discuterà”, dice un attivista romano di vecchia data, ma “Lombardi sa muoversi da sola” (due giorni fa, intanto, Lombardi ha parlato di Alitalia sul blog del comico, in tandem con Luigi Di Maio, come a voler sposare subito un’attitudine “istituzionale” che in piazza, tra le grida “deliquenti!”, non può dispiegarsi completamente).

 

Ieri, dunque, si è parlato soprattutto della “ripartenza” della capitale, quella cui alludeva il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda quando chiedeva a Raggi di sedersi al “tavolo per Roma”. E Colomban ieri, dopo la riunione con Grillo, ha detto al Foglio parole che sembrano andare nella direzione indicata dal ministro: “Ho discusso delle indispensabili misure economiche che sono necessarie all’Italia e ai produttori e risparmiatori”, misure che Colomban ha indicato come priorità sul sito “Retesì.org”, e misure utili, dice, “per uscire dalla miseria – purtroppo siamo ancora lontani da una condivisione”. E il M5s che cosa risponde? “Ne riparleremo con il Movimento nei prossimi giorni e ne parleremo anche con le altre forze politiche”, dice Colomban, “quello che interessa a me e ai colleghi produttori è la ripresa economica indispensabile per i nostri giovani e per i milioni di italiani che soffrono maledettamente questa crisi, nient’altro”. E Raggi? Non c’é.

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