Tra orti e orchestre

Kirkland al Maxxi, l’inglese del maestro Tronco e la stangona Agnese Pompei, la “Cameron Diaz de Roma”

Tra orti e orchestre

foto LaPresse

"Condividiamo la musica, cambiamo il futuro” è il claim scelto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione iniziata lunedì scorso, in pompa magna, nella sede della Fao e poi continuata la sera all’Auditorium Parco della Musica con un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio. La multiculturalità è la sua forza, ma l’inglese del direttore Mario Tronco non lo dimostra.

 

Per fortuna, a parlare ci pensa la musica – indiana, turca, portoghese, italiana, francese – e quando questa non basta c’è Milly Carlucci, impeccabile nel suo completo scuro come nel suo accento, davvero “molto Oxbridge”. Lo apprezza una che non ha problemi in tal senso, la giornalista Tiziana Ferrario, felice per l’arrivo del suo nuovo libro, “Orgoglio e Pregiudizi” (Chiarelettere), il risveglio delle donne ai tempi di Trump. Poco più in là c’è Duilio Giammaria che con il programma tv “Petrolio” cerca, analizza e valorizza le ricchezze che l’Italia possiede.

 

Si parla americano anche al MaXXI dove arriva Douglas Kirkland e una mostra organizzata da Cinecittà (“Fermo Immagine”) in onore di quel ventiquatrenne (oggi ha 83 anni) che fotografò nuda Marilyn Monroe su un letto, avvolta solo da un lenzuolo bianco. Lei morì sei mesi dopo, lui la vita vuole viverla alla George Bernard Shaw, “come una torcia che si ha in mano per un momento, ma da far bruciare il più luminosamente possibile”.

 

Con la direttrice degli Horti Sallustiani, Agnese Pompei, “la Cameron Diaz de Roma”, come la chiamano gli amici, facciamo le ore piccole in un locale di Prati dove l’attrice Daniela Virgilio balla con una corona dorata e dove Fiordaliso canta “Non voglio mica la luna”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi