Uragano Francesco

Quella lettera in latino che gli dà dell’eretico, e la reazione del Papa: “Macché offeso. Ora fa il repulisti”

Uragano Francesco

Osservatore Romano/LaPresse

L’altro giorno nei dintorni di piazza San Pietro, all’ora di pranzo (cioè alle 13.30, quando suona la campanella oltre le mura), la calma era piatta. Visi sorridenti, soliti grandi appetiti, occhiali da sole a nascondere borse e occhiaie. Eppure, poco prima, una lettera in latino lunga, lunghissima, dava al Papa dell’eretico. Come Giordano Bruno o come uno dei tanti Pontefici medievali che si prendevano schiaffi in faccia da sovrani sbruffoncelli. Sessantadue firmatari, tra cui molti blogger, diversi paralefebvriani, banchieri e intellettuali. “Che buco nell’acqua che hanno fatto”, mi dice poco dopo, davanti a due piatti di Gricia strabordante (prima s’era già mangiato il carciofo unto e bisunto), il monsignore che non vedevo da prima dell’estate.

  

“Hanno aspettato mesi, un anno, e hanno fatto ’sta roba qui. Bah! Un grande assist a chi non vedeva l’ora di sbertucciarli e di irriderli”. Ma il Papa sarà offeso, azzardo io. In risposta ottengo una fragorosa e imbarazzante risata, con gli occhietti del presule che dietro le lenti degli occhiali mi guardavano con tanta compassione. “Ma figurati! Non aspettava altro che leggere questa cosa, che lui ritiene roba da disperati, degna di custodi da museo chiusi in uffici e consorterie. E’ proprio ’sta roba che gli dà manforte a fare il repulisti”. Salutandoci, mentre passa un vescovo vestito da vescovo anche al ristorante al quale dà una pacca sulla spalla e si complimenta per le fortune calcistiche della Roma, mi raccomanda di drizzare le antenne in vista dell’autunno inoltrato: “Vedrai la risposta ai firmatari della correzione filiale. Se finora s’è parlato di aria fresca a piegare un po’ le palme nei Giardini vaticani, tra un po’ sarà il caso di parlare dell’uragano Irma”.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    28 Settembre 2017 - 22:10

    Ma quale uragano, quale irrisione e sbertucciamento Monsignore, ma ci dica: dato che lei è capace d'intendere e di volere, perché non ha preso carta e penna e in quattro e quattr'otto contestava ai quattro Cardinali incapaci d'intendere e di volere quel che gli andava detto? Risponda. La lettera della sessantina dei firmatari la potrebbero sottoscrivere milioni di credenti cattolici bambini compresi, tanto insensate, contradditorie e antievangeliche appaiono le frasi con cui si cerca di giustificare anzi santificare ogni letizia amoris cui l'immoralità del mondo-moderno punge vaghezza. Un'enciclica, caro Monsignore, non è dogma né mistero, dev'essere il manuale pratico affinché anche un analfabeta possa vivere la vita secondo retta coscienza, santamente e serenamente sotto gli occhi di Dio che ci vede. Si si, no No. Poi, c'è il ravvedimento la misericordia e la conversione, e anche il Purgatorio. Ma alla fine o con Dio o con satana, Paradiso o inferno. Per sempre. Scegliere.

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    • mgseamanjr

      30 Settembre 2017 - 17:05

      "ciò che è peccato in Polonia è bene in Germania, ciò che è proibito nell'Arcidiocesi di Filadelfia è lecito a Malta." -Cardinale Caffarra. Sembra che Papa Francesco e' d'accordo con queste tenebre. Non va niente bene la confusione. Con questa lettera della sessantina stiamo cominciando a sentire, piano piano, la sensus fidei fidelium.

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