(In)casina Valadier

Party “anni Trenta” per celebrare i 200 anni del capolavoro neoclassico. Ma le hostess mezze nude perché?

(In)casina Valadier

LaPresse/Andrea Panegrossi

La perfezione non è mai esistita, figuriamoci a Roma. C’è però uno come Eduardo Montefusco, ex dirigente di Confindustria di cui si ricorda una citazione nei cosiddetti Panama Papers, da trent’anni proprietario e presidente di Rds, che ha deciso di arrivarci a modo suo (alla perfezione). Ultimamente ha preso in gestione quel capolavoro in stile neoclassico che è la Casina Valadier, una delizia che nonostante sia nel cuore di Villa Borghese e si affacci sull’intera città, forse negli ultimi anni non ha goduto di una adeguata considerazione. Speriamo che le cose cambino con i “Montefusco’s”(con il padre, lavorano anche i figli Andrea e Massimo), che per celebrare i 200 anni dell’edificio hanno organizzato le cose in grande con una festa “anni Trenta”. Le hostess troppo svestite ma bellissime patiscono il primo freddo della stagione, i circa seicento ospiti (imbucati esclusi), da Tony Renis a Renato Balestra (quello vero), mangiano i piatti dello chef Massimo D’Innocenti, compresa l’amatriciana e gli gnocchi al pesto con burrata e bevono champagne, mentre i ballerini si esibiscono tra raggi laser sulle note di Battiato. Dopo un discorso pronunciato con una dizione perfetta, inizia lo spettacolo di videomapping proiettato sulla facciata dell’edificio, ma qualcosa va storto: il telone bianco non scende come dovrebbe e viene tirato giù a forza. “Ma i fuochi d’artificio ndo’ stanno?”, grida qualcuno. Con le romane “Sorelle su Marte” Laura e Valentina Ciarallo, titolari di un blog attento a ciò che è bello, nuovo ed originale, ci spostiamo a Firenze, a Palazzo Corsini, alla 30esima biennale dell’antiquariato. L’opera di Urs Fisher in piazza della Signoria non convince i fiorentini, un po’ di più le sculture in cera dedicate al segretario e gallerista Fabrizio Moretti, ma tanto loro hanno Nardella, il sindaco più amato d’Italia, anche se pare strano. La Raggi invece è ottantottesima. E questo ci sembra più verosimile.

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