Come salvare i quartieri storici di Roma da friggitorie e paccottiglia

Per evitare la scomparsa di botteghe storiche e artigiane e di negozi e servizi indispensabili ai residenti è necessario che siano inibite le aperture di nuove attività “predatrici” e che il vincolo non decada

Come salvare i quartieri storici di Roma da bancarelle e paccottiglia

Foto di Ratio Partners via Flickr

Oggi, noi del Consiglio del Municipio I Centro, deliberiamo il parere e le osservazioni sulla proposta di regolamento comunale per il commercio e l’artigianato nella Città Storica. L’argomento è importantissimo: il degrado da codice rosso del tessuto commerciale e di conseguenza sociale e culturale del Sito Unesco e dei quartieri storici della città. Per colpa di liberalizzazioni sbadate, di limitazioni non adottate dal comune negli anni, e spesso anche di investimenti malavitosi, alcune attività legate al cibo e alla vendita di paccottiglie stanno moltiplicandosi facendo scomparire le altre attività, come le botteghe storiche e artigiane, i negozi e i servizi spesso indispensabili ai residenti (e graditi al turismo più raffinato). Come pure sono in difficoltà le attività di ristorazione di qualità che non possono resistere a una concorrenza di fast-food “spennaturisti” e di ristopub mascherati da attività culturali.

 

La proposta di nuovo regolamento del Comune, pur riconoscendo il problema nelle premesse, nell’articolato non prevede norme idonee ad affrontare il fenomeno, anzi in una certa misura punta verso una minore tutela. Prevede di limitare le aperture solo di due tipologie e per soli tre anni, consentendo la libera apertura delle altre addirittura come attività tutelate, liberalizzando al contempo friggitorie, pizze al taglio, kebab, paninoteche, gelaterie e souvenir consentendo ad esempio che dove vi è un antiquario possa subentrare una birreria (cosa oggi non possibile).

 

Noi del Municipio I abbiamo elaborato una serie di richieste di modifica del testo. Vogliamo che il centro e i quartieri storici vengano salvati. Per questo occorre che siano inibite le aperture di nuove attività “predatrici” e che il vincolo non decada. E’ inoltre necessario che vengano tutelate anche altre parti storiche della città e che il principio del Piano Regolatore, in cui si prevede di proteggere il tessuto commerciale storico, sia rispettato. Servono sanzioni efficaci, come la chiusura immediata delle attività abusive. Altrimenti tutto sarà inutile.

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