Ciaone Ostia!

“Le elezioni al X noi del Pd le perdiamo male”, dice Aurelio Mancuso. “Casu sia autonomo”

Ciaone Ostia!

Un'immagine dall'alto degli stabilimenti sul litorale di Ostia (foto LaPresse)

Roma. “La verità è che a Ostia stiamo col culo per terra”. In questi anni, da dirigente del Pd romano, ne ha viste un po’ di tutti i colori, Aurelio Mancuso. E oggi, da membro dell’Assemblea nazionale, per descrivere il tribolato avvicinamento alle elezioni del X municipio, in programma il 5 novembre, sceglie la sintesi. Brutale. “Vogliamo essere più raffinati? Diciamo allora che stavolta diamo per scontato di perdere. L’importante, però, deve essere non perdersi”.

 

E Athos De Luca è il candidato giusto, per non perdersi?

Athos è persona di grande personalità. Potrà solo pagare il fatto di non essere originario di Ostia, per quanto la sua carriera nel Pd romano sia ormai lunghissima.

 

E quindi?

E quindi bisogna costruire attorno a lui una lista pulita, fatta di persone che conoscano bene Ostia e i suoi pericoli “ambientali”’. Deve essere chiara la discontinuità.

 

Credevamo fossero bastati due anni di commissariamento del partito, per quella.

Il processo di ricostruzione ancora non s’è avviato.

 

E come si è giunti alla scelta di De Luca?

Non è stato facile. E anche la decisione finale, maturata dopo varie polemiche interne, ha generato non pochi malumori.

 

Il neosegretario del Pd romano, Andrea Casu, ha aspettato fino all’ultimo prima di scegliere.

Ha sondato varie ipotesi, diciamo.

 

Tra cui anche quella di una coalizione con Ap per candidare Andrea Bozzi.

Una roba indigeribile.

 

Poi si è arrivati a De Luca. In extremis, senza un vero confronto nel partito.

Non diamo tutte le colpe a Casu: si è ritrovato questa brutta rogna ad appena due mesi dalla sua elezione. Semmai gli do un consiglio. Lo invito a essere più autonomo rispetto a chi lo ha sostenuto nel Congresso. E a ricordare che il suo ruolo richiede autorevolezza, non autorità.

 

I Cinque stelle corrono senza rivali

Ma se vincessero avrebbero grane pazzesche.

 

C’è il complotto per farli vincere?

Attenzione a dare per scontato il successo del M5s. Io credo che a stupirci potrebbe essere invece il centrodestra, che in quel territorio conserva una forza attrattiva notevole nei confronti di certi ambienti ben poco raccomandabili.

 

Si riferisce a infiltrazioni mafiose?

Mi limito a osservare che da qui al 5 novembre vedremo un po’ la qualunque: emergeranno candidature bislacche e ambigue. Col rischio concreto di inquinamenti malavitosi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi