Roma, i Pums in tasca

C’era una volta il piano regolatore, oggi c’è il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile

Roma, i Pums in tasca

C’era una volta il piano regolatore, oggi c’è il Pums. Il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, una “visione strategica della mobilità aperta alla partecipazione”. Come per il capodanno sui ponti del Lungotevere, tutti i romani sono invitati a farsi avanti. E’ un “appuntamento che stavano attendendo da tempo”, dice Virginia Raggi, presentando il progetto in Campidoglio non senza ricordare che “la città dagli anni ‘60 è un po’ cresciuta in maniera spontanea”.

 

“Spontanea” è bello. Fa molto organismo vivente, parte del Creato, urbanistica panteistica. Le parole-chiave sono importanti e “mobilità” era il primo degli “undici passi per Roma” del suo programma. Poi a cascata, “sicurezza”, “accessibilità”, “sostenibilità”, “intermodalità” in un crescendo di oscurità che sconfinava nel “rilancio della figura del mobility manager”, figura chiave del tessuto produttivo romano avvistata tra Vanni e Settembrini. Dopo tante parole, un progetto. “Abbiamo fatto un masterplan”, dice Raggi, “questo Pums è una cosa mai fatta a Roma… mai avvenuta”. Bello. Come funziona? “Questo ve lo spiegheranno gli assessori, ma la parte importante è la partecipazione”.

 

Allora andiamo su “Pumsroma.it”, il portale della mobilità, “sinonimo di integrazione, partecipazione, valutazione e monitoraggio che pone al centro le persone seguendo un approccio trasparente e partecipativo”. Scopriamo che il problema del traffico romano si risolverà in “quattro semplici passaggi”: localizzazione, scelta del settore, compilazione del form e upload. “Basta registrarsi e fare una proposta localizzandola sulla mappa”, poi la si condivide. Qui viene il meglio: “Si possono commentare le proposte di tutti gli altri utenti, segnalare il proprio gradimento e condividere. Le proposte che avranno raggiunto il maggior numero di Like verranno prese in considerazione dall'Amministrazione”. Vorremo dirvi che questa cosa dei Like l’abbiamo inventata noi ma c'è scritto proprio così.

 

Anche Raggi è stata perentoria: “Il cittadino fa una proposta, l’amministrazione ha il dovere di prenderla in considerazione”. Il dovere. Puro grillismo applicato all’urbanistica, da sempre una scienza alla portata di tutti. Sarà bellissimo. Ce lo immaginiamo già. Questo mese il vincitore è Renato dalla Garbatella con un progetto di riqualificazione della Cristoforo Colombo a sei corsie più una parte in plexiglass armato che passa in sopraelevata dentro la nuvola di Fuksas. Si può anche riprendere quell’idea del Gran premio a Roma. Ma per capire la fattibilità, colleghiamoci tutti insieme con Renato su Skype. Abbiamo già il jingle per la sigla, “la mobilità non è uno spazio libero, mobilità è partecipazione”.

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