Raggi riferisce in Consiglio sul licenziamento di Mazzillo

La sindaca di Roma spiega gli avvicendamenti di assessori in giunta, l’ingresso di due Castiglione e Gatta e l’espulsione di Mazzillo sostituito da Lemmetti

Luciano Capone

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Grana curriculum per Virginia Raggi

Virginia Raggi e Andrea Mazzillo in Campidoglio (foto LaPresse)

Oggi, dopo la pausa estiva e al rientro dalle vacanze in Corsica e ad Ardea, Virginia Raggi parlerà in Consiglio comunale. All’ordine del giorno ci sono gli avvicendamenti di assessori in giunta, partiti ad inizio mese con lo smembramento del super-assessorato di Andrea Mazzillo, con l’ingresso di due new entry (Rosalba Castiglione alle Politiche abitative e Margherita Gatta ai Lavori pubblici), e conclusi a fine mese con l’espulsione definitiva di Mazzillo e l’arrivo come nuovo assessore al Bilancio di Gianni Lemmetti.

   

Prelevato dalla giunta Nogarin a Livorno, Lemmetti è il quarto assessore al Bilancio in un anno di amministrazione Raggi. Su di lui ci sono dei diversi dubbi, sia perché si tratta dell’ennesimo assessore forestiero catapultato dalla Casaleggio su Roma sia per i sui problemi giudiziari. Lemmetti, proprio per il suo operato da assessore a Livorno, è indagato per abuso d’ufficio, bancarotta fraudolenta e falso in bilancio (si veda l’articolo di apertura a sinistra). Prima di lui, lo scorso anno, la sola indagine per abuso d’ufficio aveva impedito all’ex procuratore generale della Corte dei conti Raffaele De Dominicis di ricoprire lo stesso incarico: “Non ha i requisiti previsti dal M5s”, disse Virginia Raggi, prima di finire anche lei indagata per abuso d’ufficio (pure in questo caso si attendono le decisioni della procura per settembre). Ma questa volta Beppe Grillo e Casaleggio hanno deciso che Lemmetti ha le carte in regola. In pratica, per la posizione di assessore al Bilancio della Capitale non aveva i “requisiti” un ex magistrato della Corte dei conti indagato, ma ce li ha un ex cassiere di discoteca indagato. Il problema sul nome di Lemmetti, infatti, non è solo il fatto che non sia romano e neppure che sia indagato (il codice etico è diventato molto flessibile), ma sono anche le competenze. Il suo curriculum no è ritenuto, anche dentro al movimento, di altissimo profilo.

   

Su questo aspetto si è espresso anche l’uscente Andrea Mazzillo, molto legato alla base grillina, per dire che non c’è bisogno di trovare nomi fuori dalla Capitale e dal movimento romano: “Gli attivisti del M5s sono grandi esperti – ha detto in tv dopo il licenziamento – anche io sono un attivista e sono un professore universitario! Diciamo le cose come stanno!”. Ecco, diciamo le cose come stanno: Mazzillo non è affatto un professore universitario, come dice di essere, ma un ex docente a contratto. Ha tenuto, a partire dal mese di aprile, 28 ore di lezione all’Università di Cassino nel corso di “Servizi giuridici per le organizzazioni pubbliche e dello sport” (per una retribuzione lorda di 926 euro e 80 centesimi). E il contratto è scaduto il 1 giugno. Insomma, Mazzillo è durato di più come assessore della Raggi che come docente a contratto.

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