Più multe per tutti (se ci fossero i vigili a farle)

Immigrati, rom, degrado, fontane pubbliche. Cosa c’è davvero dietro alla serietà sporadica di Virginia Raggi

Più multe per tutti (se ci fossero i vigili a farle)

Virginia Raggi visita il complesso Ex Bastogi

"Basta immigrati non ne possiamo più”, “chiudiamo i campi rom”, “è arrivato il momento di finirla coi turisti che fanno il bagno a Fontana di Trevi”. E allora giù con le delibere nel taschino, le lettere al prefetto, le multe draconiane, “100 euro”, “no 200”, “facciamo 240”, “aggiudicato!”. E Zac. Zac. Zac. Il Campidoglio è in preda alla frenesia. Come i frati e le monache della tradizione novellistica medievale, che dopo anni di castità si precipitavano nella lussuria più sfrenata, così Virginia Raggi, dopo quasi un anno, gettata alle ortiche la tonaca dell’ologramma sonnolento, sembra presa dalla furia di recuperare quanto perso in dodici mesi di dimissioni, olimpionici No, indagini, arresti, pasticci amministrativi, contorsioni burocratiche, frizzi, lazzi, sbracature e sbadigli. Casaleggio deve averle spiegato che presto ci saranno le elezioni politiche, e che quelle amministrative per il Movimento sono andate male. Ecco allora che lei si abbandona a un rigore da Repubblica romana teoricamente più ordinata e civile della Confederazione elvetica, alle gride manzoniane, alle mille multe che nessuno commina perché non ci sono nemmeno i vigili per strada. Tra i non moltissimi che non amarono il fascismo, ce ne furono che proprio in quella serietà velleitaria, sporadica, tutta di facciata, videro la sua vera essenza, i veri motivi del suo successo presso un popolo non più avvezzo a distinguere l’irrilevante dal decisivo, ipnotizzabile con un po’ di pennacchi, musi duri, carri armati da opera buffa. “La legge è legge”, replica serioso il pizzardone bevendo al bar il suo decimo caffè.

Salvatore Merlo


Venditori abusivi a Fontana di Trevi


Vaccini e immigrazione. Lega e M5s si corteggiano in campagna elettorale

In Veneto Zaia annuncia il ricorso contro il decreto Lorenzin. A Roma Raggi scrive al prefetto: “Basta migranti”. Così, in vista dei ballottaggi, i due partiti riscoprono la loro sintonia

Spezzeremo le reni ai turisti
La sindaca Raggi l’ha annunciato con un video tambureggiante: “La bellezza di Roma va rispettata da tutti”. E allora da lunedì – fino al 31 ottobre – via a una serie di divieti severamente punibili. Vietato versare liquidi o gettare qualsiasi cosa nelle fontane pubbliche. Vietato lavarsi o lavare animali e vestiti. Vietato bivaccare, mangiare, bere, arrampicarsi nelle suddette fontane… Pena una sanzione amministrativa fino a 240 euro. Ma davvero prima era tutto permesso? No. Però i controlli della polizia locale erano per così dire latitanti. E ora? Pure.

  
All’immigrazione “ghe pensi mi”
Martedì la sindaca ha dichiarato guerra anche all’immigrazione clandestina, preceduta con passo agile e svelto da un proclama di Beppe Grillo: “Basta mendicanti in metropolitana”. Così, munita di penna e calamaio, la Raggi ha bacchettato il ministero dell’Interno nella persona del prefetto di Roma: “Caro prefetto, i migranti sono troppi”. La lettera era datata 1 giugno. Ma l’ufficio stampa del M5s, dopo consultazioni sull’asse Milano-Genova, l’ha resa pubblica dopo – un caso? – i risultati pessimi delle amministrative di domenica.

La Nemesi della monnezza

La puoi negare (come facevano Raggi e Montanari), ma poi si vendica

La scoperta dei rom
La settimana scorsa c’è stato un altro grande annuncio: “Supereremo i campi rom. Presto un piano articolato”. Pare che saranno eliminati i campi nomadi di Monachina e Barbuta. Intanto è stato bloccato l’appalto per la manutenzione e la vigilanza. Il piano del Comune è ancora abbastanza misterioso. Di sicuro già in passato, altre amministrazioni, avevano dichiarato di voler chiudere i campi. L’unico risultato apprezzabile, a oggi, è stato il proliferare – in alternativa ai campi regolari – di una moltitudine di insediamenti abusivi in cui, secondo gli stessi dati del Campidoglio, vivrebbero circa tremila nomadi non censiti.

Il problema dei controlli
Le regole comunali contro il degrado e il commercio abusivo non mancano. Così come non mancano le leggi dello stato in materia di sicurezza pubblica, immigrazione, controllo del territorio. Spesso il problema sono i controlli. Non le regole, che ci sono e sono severe. A Roma, per esempio, la polizia locale è in sotto organico, dislocata soprattutto negli uffici, e in età avanzata. Alcuni dati possono essere utili: il corpo è composto da 5.800 unità, lo stesso numero del 1975 (ma dovrebbero essere, secondo la pianta organica, circa 8.000). E con un’età media di 53 anni il corpo dei vigili di Roma ha nell’Inps il suo azionista di maggioranza.

La notte "ambulante" del Consiglio comunale romano

Il buio di una riunione a tarda sera non occulta la sanatoria bancarellara del M5s


Gli aeroporti e i vigili urbani
Sono innumerevoli gli esempi di situazioni di illegalità sostanzialmente tollerate o garantite da un omesso controllo delle forze dell’ordine. Un caso emblematico sono i tassisti illegali negli aeroporti di Fiumicino e di Ciampino, o addirittura i tassisti con regolare licenza che, soprattutto a tarda sera, applicano tariffe arbitrarie ed estorsive. Cristina Bowerman, la famosa chef, ieri ha scritto questo twit: “Arrivo in Italia. Fiumicino. Gli adescatori di taxi all’interno dell’area marcata No Entry. E si permettono pure di fare i gradassi. Ma le autorità che fanno?”. Il controllo di taxi, Ncc e autobus turistici a Roma è delegato a una speciale unità della polizia locale. Le regole ci sono. Ma chi le fa rispettare?

Sit-in dei tassisti (foto LaPresse)


Piani di massima occupabilità
Gli spazi pubblici occupabili dai tavolini dei ristoranti sono regolati da piantine molto precise e chiamate “piani di massima occupabilità”. Una facile verifica, alla portata di chiunque, rivela che quasi nessuna attività di ristorazione o mescita li rispetta. Anche in questo caso la regola c’è. Il controllore meno.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    15 Giugno 2017 - 14:02

    Non capisco tante critiche al sindaco Raggi .Anche se è passato un anno e non è successo nulla secondo il 67% dei romani Virginia è un rosaio che con il tempo fiorirà . E un 67% di elettori per l'Italia è maggioranza bulgara.Se i romani sono masochisti ,perchè no ? C'è diritto al gusto dell'orrido ,al martirio, alle sofferenze del quotidiano.Siamo un paese libero direbbe un americano che sa di libertà vera e non posticcia italico- democratico-liberaleggiante . La tecnica consolidata del fare 30 mai 31 e via con le frasi fatte .

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