Turismo, la grande risorsa non gestita di Roma

È la capitale degli alberghi abusivi. 5.000 strutture. Inchiesta su una speculazione senza controllo

Turismo, la grande risorsa non gestita di Roma

Roma, turisti a Ponte Sisto (foto di Moyan Brenn via Flickr)

Secondo il Documento Unico di Programmazione approntato dall’ex commissario prefettizio Tronca, il giro d’affari sulla ricettività a Roma supera i 4 miliardi di euro (dato fondato su 32,8 milioni di presenze annuali con un soggiorno medio di 2,4 notti a turista)


  

Roma. Camera matrimoniale e bagno privato, colazione inclusa. Tutto rigorosamente abusivo. Nella Capitale d’Italia è questa la normalità. Tra alberghi improvvisati e bed and breakfast in nero, nel centro di Roma ci sono almeno cinquemila strutture ricettive mai autorizzate. Un fenomeno fuori controllo, pericoloso per gli ospiti e per la città. Un rischio in termini di sicurezza – proprio mentre è più alto l’allarme terrorismo – e un evidente danno economico per il Campidoglio. Numeri alla mano, colpisce la diffusione dell’illegalità. Secondo i dati forniti da Federalberghi, solo lo scorso anno la Guardia di finanza ha controllato 650 attività. In almeno il 50 per cento dei casi sono stati riscontrati abusi. Intanto milioni di turisti continuano a essere accolti in strutture totalmente illegali.

 

L’amministrazione conosce bene il problema. “Oggi in città abbiamo undicimila strutture ricettive censite e regolari, che ogni anno ospitano circa quattordici milioni di visitatori” racconta Adriano Meloni, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro. Si tratta soprattutto di case e appartamenti per vacanza. Ma ci sono anche 1.859 bed and breakfast e 1.001 alberghi. Un settore inquinato da “un abusivismo molto aggressivo” continua Meloni. “E’ una piaga per tutte le grandi destinazioni turistiche del mondo. E Roma è una delle mete turistiche più ambite e questo amplifica il fenomeno”.

 

L’Esquilino, il rione Monti, Trastevere: le strutture illegali si trovano quasi tutte nel centro storico. Consigliere del primo municipio, da circa un anno Matteo Costantini è il presidente della commissione speciale per il contrasto all’abusivismo. La prima dedicata al fenomeno. “Le attività totalmente abusive – racconta – sono le più pericolose”. Per i turisti che vengono ospitati, la vacanza può trasformarsi rapidamente in un incubo. “Può succedere di tutto, non di rado gli ospiti sono vittime di furti. A volte le strutture sono collegate a ncc abusivi e ristoranti consenzienti che finiscono per truffare i clienti”. E poi ci sono le strutture ricettive parzialmente abusive, “le più insidiose”. Spesso sono censite come bed and breakfast, potrebbero ospitare al massimo sei persone in tre camere da letto. “Ma quando vengono svolti i controlli si scoprono anche otto stanze, tutte con bagno privato e tv. Recentemente qualcuno ha persino aperto delle reception abusive, mascherate da depositi bagagli. Si tratta di veri e propri alberghi, completamente illegali”. Le stime parlano di almeno cinque mila affittacamere in nero in tutta la città. Per qualcuno sono molte di più.

Grand Hotel Bocca

Sarà un’estate fantastica”. Ne è convinto Bernabò Bocca, cinquantadue anni, rieletto per la quinta volta presidente di Federalberghi, l’associazione degli albergatori italiani.

“Per rendersi conto del fenomeno basta fare un giro sul web” racconta Giuseppe Roscioli, il presidente di Federalberghi Roma che da anni porta avanti una battaglia senza quartiere contro l’abusivismo. “A fronte delle strutture autorizzate dal comune, in Rete si trovano più di ventimila offerte di alloggio”. C’è chi prova ad arrotondare lo stipendio mettendo a disposizione la casa che non riesce ad affittare. Ma anche chi ha trovato un nuovo business illegale. “Siamo davanti a una speculazione senza controllo” insiste Roscioli. “C’è chi gestisce venti o trenta appartamenti”. E le prime vittime sono proprio i turisti. Costretti a soggiornare in strutture prive delle norme igienico-sanitarie che le attività autorizzate sono obbligate a rispettare.

 

E’ un fenomeno inquietante anche dal punto di vista della sicurezza. Nonostante le minacce del terrorismo, centinaia di migliaia di persone continuano ad alloggiare in città senza lasciare traccia. Le strutture ricettive autorizzate devono trasmettere le generalità dei propri ospiti alle questure. Quelle illegali, ovviamente, non hanno alcun obbligo. E così diventa impossibile monitorare chi arriva nella Capitale. Senza considerare il danno economico. Ogni anno gli alberghi in nero costano alla casse del Campidoglio diversi milioni di euro: è il valore delle tasse di soggiorno mai riscosse. Ancora una volta è difficile avanzare cifre precise. “Secondo noi – insiste Roscioli – su un totale di 120 milioni di euro annui, l’evasione si aggira attorno ai venti milioni”.

 

A farne le spese ci sono anche gli imprenditori onesti, che subiscono la concorrenza sleale degli abusivi. “La tassa di soggiorno a cui dobbiamo fare fronte è la più alta d’Europa, in base alla struttura può arrivare fino a sette euro a notte” insiste il presidente degli albergatori. “Eppure i servizi che Roma offre ai turisti non mi sembrano i migliori d’Europa…”.

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Agli alberghi servono meno tasse, non meno concorrenza. Perché bloccare l’apporto e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie è una scelta di corto respiro.

Il Campidoglio assicura che entro la fine dell’anno sarà ampliato il nucleo operativo della Polizia locale impegnato a individuare le strutture abusive. Nel frattempo, il problema rimane. “Questo sottobosco – continua l’assessore Meloni – è dannoso per diversi motivi: evasione fiscale, concorrenza sleale, sicurezza. Ma anche perché crea un danno di immagine alla città”. E allora come si combatte il fenomeno? “La repressione è fondamentale, ma da sola non basta. Serve un patto di collaborazione per invertire la rotta. Gli operatori alberghieri devono alzare la qualità dei servizi, i cittadini devono aiutarci a individuare nei loro palazzi situazioni fuori legge denunciandole alle autorità, le Regioni devono dotare i Comuni di strumenti giuridici chiari e precisi per disciplinare il settore. Gli Enti Locali, insieme alle forze di polizia, devono intervenire con fermezza per controlli serrati”.

 

Chi conosce bene la situazione ammette le difficoltà dei controlli sul territorio. Quando si parla di bed and breakfast in nero, spesso la Polizia locale ha le mani legate. Quasi sempre al centro dei presunti illeciti ci sono abitazioni private: se il proprietario si rifiuta di aprire la porta è impossibile effettuare controlli. Ci si può muovere solo se c’è certezza di un abuso. E così ognuno si ingegna come può. Da qualche tempo Federalberghi ha creato un sito dove i cittadini possono denunciare i casi di sospetto abusivismo. Chiunque, protetto dall’anonimato, può segnalare il condomino che accoglie turisti in nero. La pagina si chiama turismoillegale.com. Nel giro di un anno sono già state raccolte 1.251 “soffiate”. Di queste, ben 467 si riferiscono a strutture “che presentano chiari indici presuntivi di abusivismo”. Un problema diffuso e fuori controllo, con tanti saluti alla sicurezza di romani e turisti.

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