Riunione prefestiva, si va rigorosamente a diesel. Inevitabile partire con l’annosa questione delle mignotte, con tanto di dibattito a tre: Benini dice che “è da stronzi prendersela con loro”, Casotto che “la legge non può normare tutto” e Ferrante chiude con il più classico dei “non lo so, boh”. Giuli, che alcuni hanno visto fare un drive through in redazione, è su un treno per Firenze: manderà l’intervista con Denis Verdini. De Remigis parla del gioco delle sedie del loft in zona radicale e della fatidica domanda: “tessere o non tessere?”. Ferrante è tutto una notizia: “Petrolio, inflazione, Bernanke. Ma c’è una quarta cosa”. Suspence. “Sì, la nota teoria denominata ‘se il petrolio costa caro vai in treno’”. Casotto: “In cosa consiste?”. Ferrante: “Andare in treno”. La discussione devia di colpo e si transita in zona De Biase, oggi in versione camicia coreana. Si insiste ancora un po’ sugli esteri: Irlanda, ogm islamico, sanità americana, Cav. israeliano. Annalena ha l’idea per un pezzo di “ampio respiro”: l’eterna lotta tra il tacco e la ballerina, con particolare riferimento a Sarkozy, che costringe mogli, amanti, ministre, amiche, suocere e colf al giogo della ballerina per non umiliarlo. Da nord arriva un pezzo di Langone: messa, vino o entrambe le cose? “No, è sulla toponomastica. L’idea è che via Milano a Torino dovrebbe portare a Milano”. Langoniano, ci piace. Si arriva a parlare di Borghezio, manifestante solitario: “L’idea è giusta ma l’argomentazione è folle”. Ritratto o non ritratto? Ferrante: “A me m’ingrifa”. Il resto dei presenti fa capire che stanotte dormirà ugualmente. La riunione si disfa da sé, gli animi distesi si mettono al lavoro. Poco dopo arriva l’annuncio: è nato Rocco, primogenito del vicedir. Bellasio. Nei giornali, a volte, ci sono anche le grandi notizie.
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