Pareva non ci fosse spazio per i fronzoli, perché dentro la redazione c’era lo stesso “stoffago” di Roma – termine delle gloriose aree emiliane che indica la cappa, l’oppressione, il cielo che sembra scoppiare – e si voleva chiudere in fretta la faccenda. Governo ombra, decisionismo berlusconiano un po’ sbilenco, partito dei magistrati (grande elogio di Repubblica, sì di Repubblica), Epifani, la Sicilia, la banca di Veltroni. Le idee scivolano via così. Ci si avvia stancamente verso la fine, se non fosse che si comincia a parlare di mignottismo precoce, di bambine che s’atteggiano come marinelarosa e di bambole che le scimmiottano tanto che la Barbie, con quel corpo sinuoso e i capelli lunghi, pare una carampana. Le mamme di bambine femmine s’allarmano, qualcuno dice “i frutti si vedono dall’albero” e aumenta l’ansia, ma c’è anche la dose per gli uomini: a loro tocca – pure se qualcuno non se lo merita – un bell’attacco al maschio irresponsabile, che ingravida e scappa. Rispettata la par condicio, resta il tempo per l’idea last minute, che come spesso accade è la migliore. Non bisogna farsi ingannare: riguarda Sandro Bondi, è geniale.
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