L’avvio è blando, ci si guarda attorno in cerca di ispirazione. Ne è fornito Giuli, che sotto il titolo “scortesie per gli ospiti” raggruppa i filoni del capitolo sicurezza: Napoli (rom e camorra), Catania e Parma (calcio), gli epicentri di una tensione difficile da gestire. I romanisti puntano sulla città ducale per sfruculiare gli interisti mentre “lo stato non controlla la dorsale appenninica”. Bellasio ripete un vecchio pallino: “La sicurezza è al 90 per cento immagine, è fondamentale mandare messaggi rassicuranti”. Lo sguardo si allarga all’Europa: Meotti nota che il neosindaco Boris Johnson vuol togliere a Londonistan quel suffisso indigesto. Il tema è pesante ma la redazione ha il metabolismo lento: chi sfoglia un giornale, chi beve caffè, chi cazzeggia col vicino. A proposito, “qual è il menu del pranzo di domani?”, chiede il vicedir. Casotto riferendosi all’attavogliamento di venerdì tra Berlusconi e Veltroni. Secondo Cundari bolle in pentola qualcosa di saporito: “I costituzionalisti veltroniani covano un progetto federalista più hard di quello leghista”. Nel frattempo, la prima cosa che farà Soru, neopadrone dell’Unità, sarà dare il benservito al travagliato Padellaro, “anche se molti nella sua redazione lo accusano di essere tiepido” (“E’ come se io accusassi Ferarra di essere poco papista; c’è sempre qualcuno pronto a scavalcarti nello zelo” chiosa il vicedir.). Travaglio è l’uomo del giorno, Benini è pronta a difenderlo “adesso che tutti lo massacrano”, ma il tema pertiene a Peppino che dispensa un’analisi Sottile: “La vera guerra non è fra Travaglio e D’Avanzo ma tra due blocchi di magistrati; la nave dei veleni è stracarica di intercettazioni pronte all’uso, a seconda delle necessità”. La cera si consuma e la processione non cammina: ci si impegola ancora a lungo in embrioni, tv cattiva maestra, Diliberto, superma(g)nager. Ce n’è d’avanzo, ma è un travaglio che vi risparmiamo. Potete togliere l’occhio dal buco della serratura.
© - FOGLIO QUOTIDIANO