La riunione è interrotta da una serie di colpetti a intermittenza che partono appena qualcuno comincia a parlare. La noia pare studiata scientificamente. Sono i primi vagiti del governo ombra di Veltroni, evocato con insistenza negli ultimi giorni dal desk politico? Potrebbe essere, ma è più probabile che siano soltanto i lavori in corso sul tetto della casa del Foglio. Venerdì SDM arriva tardi per lo sciopero degli autobus, il suo scranno in riunione – la mitica postazione dietro alla stampante – è preso da Salvatore Merlo. Che, insieme al fido Vietti, è al telefono da tre giorni per scoprire se gli uomini del Cav. amino più W. o D’Alema. Mentre Cundari chiede lumi sul ministro della Cultura del governo ombra (qualcuno pensa che Veltroni possa tenere per sé la delega), Casotto domanda se sia successo qualcosa di “glam” per la quinta colonna. Tutto tace. Nicoletta propone un pezzo sul convegno dell’Humanae Vitae. Sguardi interlocutori. Forse per avere qualcosa di glam, dice Bellasio, dovremmo aspettare il prossimo libro di Scalfari.
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