Il dir. è telegrafico, l’aria è nervosa. Nicoletta non trova una sistemazione, ruba la sedia al dir., poi si siede su quella di Ferrante, è inquieta. Il dir. no, non è inquieto. Nel suo completo verdone con papillon non ha un’esitazione, ha le idee chiare, le assegna e per chi non le capisce rimanda a un non ben definito momento dopo la reunion, che sa molto di “arrangiati”. Ma l’aria resta pericolosamente nervosa. Soltanto il Festival del cinema autartico di Alemanno strappa un paio di sorrisi (e anche la constatazione di un acuto redattore sul fatto che ormai Cacciari parla ogni giorno di qualsiasi cosa). Poi c’è spazio per gli esteri, per una discussione tra un vicedir. e il dir. sulla globalizzazione e Summers e una masnada di libri di provenienza americana che nessuno ha letto (e nessuno leggerà mai), ma l’inquietudine non si placa. Sarà una giornata dura, si è visto fin da subito. Per fortuna c’è il libro di Raineri sull’Iraq: esce tra meno di due settimane e, fino al fatidico 17 maggio, sarà tutto un lavorio per predisporre il piano di marketing, con gli spot e le comparsate in tv, pane per i denti di Raineri (Bellasio e io stiamo già ridendo un casino).
© - FOGLIO QUOTIDIANO