Aspettando il nuovo numero di Economist, aspettando il duello tra Rutelli e Alemanno, aspettando Nicoletta bloccata dal corteo del 25 aprile. Alla riunione si discute di camorra e liberismo, di borgate, di prezzo del riso e del grano. “Serve un pezzo per spiegare la volatilità dell’economia partendo dal caso del frumento”, dice il direttore. L’ubiquo professor Forte ha già pronto un editoriale che racconta perché il prezzo dei cereali è tornato ai livelli di vent’anni fa. Trova spazio in prima pagina un articolo sulla guerra civile in Sri Lanka, successo storico per il nucleo combattente della redazione esteri. Un pezzo del filosofo Zerlenga fa brillare gli occhi al direttore. Poi c’è Sarko, grande all’estero quanto discutibile in patria, che potrebbe aver indovinato la linea per riaprire il dialogo fra la Cina e il Dalai Lama. Prosegue pure la serie di articoli sul tremontismo con il caso del banchiere Profumo. Arriva Nicoletta, arrivano notizie del giovane Salvatore. “E’ alla manifestazione – spiega il vicedirettore – chiede se è meglio che segua il corteo regolare o quello dei centri sociali”. Vada per i centri sociali.
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