IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara
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24 aprile 2008

“E’ più noiosa l’intervista che abbiamo noi o quella di Repubblica?”, si chiede ridendo il direttore. All’estensore di questo resoconto è sfuggito il soggetto dell’intervista. Il tempo – durante la riunione di redazione – scorre a velocità alternata, quando si parla di politica eccita (e dunque vola via), altrimenti rallenta, intorpidisce. Sbadigli. Ma si tratta di giudizi personali, ovviamente. Nicoletta Tiliacos, Marianna Rizzini e fonti vicine alla direzione snocciolano pettegolezzi su alcune personalità politiche. Adesso c’è da divertirsi. Si parla di cattolici, dentro o fuori del governo? Daniele Bellasio è pur sempre un radicale anche se lavora al Foglio: “Non c’è bisogno della rappresentanza – dice – quando hai l’egemonia totale. Gianni Letta vicepremier non è, direi, uno schiaffo al Vaticano”. Ferrara annuisce, ma ha altro in mente. “Vorrei un pezzo su tutti quei politici che nella scorsa legislatura si sono resi visibili nelle battaglie etiche. Che fine hanno fatto? Dove stanno?”. Finalmente si passa alla politica, quella vera. Partito democratico, dunque, e il direttore è prodigo di consigli a W. “Ma che correnti e correntine? Sono ammattiti? Si mettono intorno al caminetto per contendersi la nomina dei capigruppo. I capigruppo vanno eletti, a scrutinio segreto! Un leader eletto alle primarie dovrebbe esserne scandalizzato. Stanno per fare dei disastri pazzeschi, l’abbandono del loft è davvero un evento simbolico”.

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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