Oggi c'è un direttore in tricolore con cravatta verde (ma non quel verde leghista, un verde più vispo e profondo) e bretelle rosse.
Si comincia sfogliando i menù, menù di domani, menù di sabato, menù dei giorni a venire. "Peduzzi lì sola a Milano sembra una madonna piangente". "E' buio qui", lamenta lei. Le bollette sono state pagate tutte, assicurano gli amministrativi. E' questione di luce meteorologica della città.
Le notizie sono tante, le pagine si riempiono in fretta, la Thailandia riassunta da un vertice del giornale è questa: "E' arrivato un Berlusconi al potere, lo hanno incastrato e accusato di corruzione e fatto esiliare, ma in piazza c'è il popolo che è con lui".
Cambio, si passa alla chiesa. "Il Papa ci dà soddisfazione oggi?". Non si ha risposta ma una pagina di gironzolii vaticani non mancherà. D'altra parte in redazione c'è chi legge il Vangelo del giorno ogni mattina, quindi sa sempre il santo. Gli auguri sono da mandare oggi oltreoceano, a Mattia (Ferraresi).
Chi ha detto: "Io invece ho sempre un breviario protestante nel taschino"? Sopra tutto, chi scrive per il giornale di domani la frase da scolpire sulla pietra di ogni redazione: "Meglio prendere ordini da Stalin che da un editore"?
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