Tra crocifisso e minoranze, a inizio riunione fa furore la battuta “avanti così, e allora anche il muro bianco va abbattuto per i claustrofobici”. Dopo mezz’ora di dibattito serio sulla decisione della Corte di Strasburgo, e dopo aver cercato un varco nella mente del cardinale Kasper, si ci inceppa sulle date: da quando è appeso al muro della scuola il crocifisso? Risolve la questione un libro di antiquariato estratto da una tasca dell’ampio pastrano di un redattore: trattasi di un manualetto di istruzioni per insegnanti degli anni Venti – i quali ai loro tempi hanno dovuto adeguare metodi e arredamento dell’aula alla riforma Gentile. Il redattore legge l’elenco delle suppellettili necessarie: la meno scontata è il tabellone per le norme igieniche. Il vertice Bossi-Fini-Berlusconi (quello che salterà a mezzogiorno, ma ancora la reunion non ne è al corrente) motiva una approfondita disamina dei mali “delle periferie dell’impero”, come spiega un esperto del tema mentre altri dibattono del Cav. che intende restare “anche se condannato”. Da Milano giungono delucidazioni su un redattore disperso a Princeton e due proposte in differita sul crocifisso (di nuovo). La sorte di Obama e le batoste elettorali locali prese in giro per gli States non riescono a offuscare l’interesse di alcuni redattori per la vicenda misteriosa dell’influenza suina. Papà e mamme giovani litigano sui vaccini. La lite continuerebbe, se non fosse per l’incredibile notizia dell’assoluzione di un ragazzo algerino accusato di violenze per “attenuanti genetiche”. Pare una bufala, invece è vero.
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