C’è una grande notizia, un fatto gioioso e inatteso, che sul far della mattina scompiglia come un soffio di vento allegro la reunion del venerdì. Anche qui, nella piovigginosa Milano. No, non è il Nobel della Pace a Obama. Quello, nella sua follia vagamente dadaista, è niente al confronto. La vera, grande novità che ci sconvolgerà la vita è che da oggi addio padella, da oggi ci si vede su Skype! Trilla il computer, il tecno-progressista Rocca clicca con dita magiche, ed ecco apparire in full color e full screen Daniele Bellasio. Poi qualche segreto adepto romano del “Dogma 95” di Von Trier inizia a sballottare il computer come fosse una macchina a mano prima che inventassero la steady-cam, si vedono soffitti e finestre, la Benini e Rodari, Giuli e uno pizzico di redazione esteri. Sono loro! E’ la redazione di Roma! Non più fantasmi vocali persi in uno spazio vuoto, non più memorie visive offuscate. Signori, ecco la vita di un piccolo e per niente annoiato giornale fare irruzione nella sua realtà. Istantanee di gioia, indimenticabili, come gli operai italiani e francesi quando venne giù l’ultima soglia del tunnel del Frejus. Che c’importa, a quel punto, del Nobel per la Pace preventivo a Obama? = del nostrano riposizionarsi di colombe della pace e falchi della guerra a oltranza attorno ai lodo Alfano? Che importa il resto, se l’inquadratura stringe il close-up sul perfetto nodo di cravatta direttoriale, o birichina scivola un istante sopra la patta di Salvatore Merlo? Alla fine si alza Marianna, transita transita in un attimo come una nuvola con il suo defilé (diventerà una perfetta sigla finale?). Oggi è nata la reunion a colori.
© - FOGLIO QUOTIDIANO