“Abbiamo creato polemiche?”, “abbiamo abolito il concordato?”, “siamo clericali o anticlericali?”, “abbiamo ingaggiato battaglie culturali?”, “ne abbiamo vinte?”, “ne abbiamo perse?”. Con queste e molte altre domande un vicedirettore chiede e ottiene ragguagli al rientro dalle ferie. Quando qualcuno la butta lì, del tipo “magari parliamo di notizie, no?”, subito viene riportato all’ovile del divertissement. Addirittura varca la soglia della redazione romana l’esegeta ufficiale del filosofo di Setúbal, che per una settimana starà quaggiù, in partibus infidelium. Per il ritardo ha un alibi di ferro: “Il Frecciarossa è più lento di una bicicletta”. Si va alle cose. Vietti è a Rimini. Gli esteri sono piuttosto in America, parecchio in Afghanistan e chiaramente in Grecia. La politica è in ferie. La cultura è immortale. E siccome pecunia non olet, qualcuno ritrova il portafogli in bagno. Sdm rivanga la lotta di classe. Mezza economia è tornata dalle ferie. L’altra mezza ripete in maniera ossessiva un francesismo: “Maquillage”.
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