Giornata afghana anche questa, e sarà così anche domani, ovviamente. Ma l’esercizio quotidiano di incasellare il mondo nelle colonne del Foglio fa depositare ogni pathos come sabbia in un secchio d’acqua. Il vero problema da risolvere è il solito: riforma o controriforma grafica? Milano, nella persona di Crippa, protesta flebilmente perché dall’aggeggio interfonico emerge soltanto la voce di Rocca (“perché, non basta?”) e le frattempo si plana sulle faccende italiche. Il gioco dei meeting e delle feste – chi va e chi non va, chi è invitato e chi no – promette un quarto d’ora di sano divertimento. Soprattutto al pensiero che a Massimo D’Alema, alla festa dell’Unità, è stato assegnato un angolino defilatissmo, nel quale dibatterà con Grazia Francescato, portavoce degli ectoplasmatici e residuali Verdi. Su tutto e tutti, aleggia il dubbio del giorno: ma caster Semenya è maschio o femmina? E perché tutti la fanno tanto lunga se, per saperlo, basta una semplice analisi dei cromosomi (XX e sei femmina, XY e sei maschio)? Mah.
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