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ArchivioReunion

2 aprile 2008

Stamattina battono col martello da sopra, sul tetto della redazione. Muratori rumeni? Piccioni palestrati? Nella fervida incertezza che tra liste e prelati percorre il collettivo – e se fosse Altro, che in fondo sempre di rumori che arrivano dall’alto si tratta? – si fa finta di niente, ci si concentra e insieme ci si rassegna, come quando ai bei tempi in cui si parlava del Weekly Standard. Abbandonati dal Dir. (impegnato a scegliere in quale piazza andare a farsi contestare oggi pomeriggio), il versante moratorio è all’inizio piuttosto sguarnito, se si esclude lo sguardo di cupidigia che Nicoletta Tiliacos butta sul Riformista, fortunato manufatto impreziosito da uno scritto di Eugenia Roccella: “E’ bello…”. Deprecabilmente, tra i convenuti – che sugli argomenti hanno avuto razioni ottime e abbondanti – nessuno chiede di approfondire tale mirabile beltà. A un certo punto – poco si capisce bene come, c’è di mezzo una roba della Washington Post, che fa sempre una certa impressione – la faccenda passa l’Oceano e arriva presso la Corte suprema in America, dove la competenza è ripartita tra Giulio Meotti (embrioni e conseguenti aborti tentati o evitati o deprecati) e Christian Rocca (stelle e strisce e marines da sbarco). Meotti, che ha pure una caviglia malmessa ma lo spirito evangelico vigile, ha una questione con un giudice di quelle parti, che è cattolico ma dà poche soddisfazioni, “il più relativista di tutti, uno strano cattolico, molto strano”. Rocca propone una citazione e un’escursione in South Dakota. Ogni tanto Ubaldo Casotto sospira: “Devo sentire cosa dice il Papa nel terzo anniversario dell’altro Papa…” – qui facciamo i menabò con un’attenzione che manco Telepace. E, siccome una cosa tira l’altra, viene fuori pure una questione di vescovi francesi adunati a convegno. “Su Dio e bioetica”, precisa Bellasio, che se continua così finirà col rimpiangere pure Pannella. Quando tocca a Marco Ferrante e all’economia, tra super Fed e Bce – argomento miracolosamente meno vispo di un embrione tirato via in laboratorio – il tema più interessante si rivela quello di un’intesa tra i produttori di caramelle per mantenere alti i prezzi. Bingo: è il cartello delle Golia. Da Milano, Maurizio Crippa glissa (“Hai qualche idea?”. “Francamente no”. “Ti cerchi tu il discorso del Papa?”: così impara), ad Annalena Benini viene appioppata la solita colonna con i soliti zozzoni che fanno cose da deprecare (e da invidiare). “Abbiamo una pagina su quanto scopano i governatori americani”, ha un principio d’eccitazione Bellasio. Casotto ad Annalena: “Tu ci fai la quinta colonna sexy”, figurarsi. Marina Valensise tira fuori una faccenda di coito esaminato al microscopio, che riaccende di colpo l’interesse franato al momento della discussione sulla Fed. Alessandro Giuli ce l’avrebbe con Celentano, ma forse il Dir. non ce l’ha con Celentano, e allora ce l’ha con il Cav. – che è più facile dir male del Cav. che del Cel. Sbroglierà la faccenda Cav. e Quirinale e rave e fave connesse, “su ciò che il Cav. non ha saputo dire pur avendo ragione”. Francesco Cundari, se per caso non ha il loft sottomano (che lì il discorso scappa facile), è uno che la prende alla larga: “Da quando leggo i giornali ad oggi…”. C’è chi, distrattamente, lo scambia per l’inizio del discorso del Papa che Casotto brama e Crippa cerca. Finisce dirottato, il Cundari planetario, più terra terra, su Mastella e il garantismo. E’ ora di staccare. Peccato, perché la Valensise a un certo punto aveva accennato a una roba che andava sotto il nome di “respingente sonoro”, poi non se n’è saputo più nulla. A occhio e croce, poteva essere un’altra quinta colonna niente male.

di Stefano Di Michele

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