Dopo un breve vagare, il mirino aggancia l’obiettivo sensibile della giornata: un medico-politico-guru del Pd che non è Ignazio Marino. Sì, proprio lui. Uscito dalla porta dei brillanti oncologi, il nostro (cioè, il loro) rientra dalla finestra degli adulatori di donne con un pezzo che gronda superomismo. Si prepara una risposta d’ambientazione western, perché comunque il loro sa il fatto suo (e noi, modestamente, il nostro). L’altra vena d’oro della riunione riguarda il photo editing della serie di Sandro Fusina. “Dove troviamo quelle splendide immagini delle zattere sul Mississippi?”. Si scopre che c’è un archivio tedesco, che fa capo a un database inglese, collegato a un server (pare) americano in cui un redattore bergamasco setaccia come un cercatore del Klondike per trovare litografie, incisioni e persino acqueforti capaci di impreziosire l’apparato iconografico. Poi, tutto il resto: il settore economia, con le sue solite proposte che ci vorrebbe un bimestrale per contenerle; gli esteri, con guerre più o meno calde; la politica, dove sembra bonaccia e invece no. Questo il nostro, il loro se lo vedranno loro.
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