Cerasa: “Io ho la storia dell'aborto burocratico”. Dir: “Raccontamela in due minuti”. Cerasa: “Una che doveva abortire per colpa della burocrazia”. Casotto: “Poi dodicimila battute sul libro di Sofri”. Dir: “Ah, bene. Politica? Mi pare un impasse, sia a destra sia a sinistra”. Pausa di silenzio. Dir: “Tagli particolari? Idee?”. Francesco Cundari: “Io ho tre cose, tutte pessime. La lacrimevole storia di Mastella…”. Dir: “Facciamo i candidati di Veltroni. Senza offesa nei loro confronti. Il marketing di W”. Il dir sbadiglia. Cundari: “Persino la Rodotà lo ha scritto... sembra il pezzo sull’ultima spiaggia di Capalbio”. Dir: “Viale mi dice che io ho sbagliato perché ho detto di voler togliere la sindrome di Klinefelter dalle cause di aborto dopo la 21° settimana, mentre nella legge non c’è scritto. Lo so bene che l’ultima scelta resta legata al disagio psicofisico della donna, ma deve esserci un certificato medico che indichi i motivi di quel disagio. Se non si può abortire per futili motivi, non si può”. Nicoletta Tiliacos: “Nessuna donna è così pazza da aspettare la 21° settimana per abortire, se può farlo prima. La legge 194 all’articolo 7 dice…”. Parte accesa discussione sulla legge. Tiliacos stampa il testo, seguono varie interpretazioni. Casotto: “Poi: apriamo sul Pakistan. Un editoriale su Giuliano che lancia la festa dell’8 marzo dedicata alle donne. Poi la lettera di Papa Wojtyla alle donne che Giulio (Meotti, ndr) ha sintetizzato. Faccio io una sintesi di Negri (il vescovo di San Marino intervistato dal Giornale, ndr”. Cundari: “Toni Negri?”. Come dalle falde acquifere della redazione, rispunta la discussione sulla 194. Casotto: “Un’apertura sui tre fratelli Marx (Biondi, Jannuzzi, Sterpa) intervistati da Merlo. In terza economia, esteri…”. Alessandro Giuli: “Mi offro per qualsiasi cosa. Editoriali, pezzi. Ma oggi le notizie politiche sono vincolate a Giuliano”. Casotto: “Stagli addosso, al candidato e alle notizie”. Bellasio: “E la piccola vendetta Lombardo (leader dell’Mpa in trattativa con il Cav., ndr)?”. Tiliacos: “Una pagina sul libro di Israel, Chi sono i nemici della scienza?”. Stefano Di Michele: “Un pezzo su quelli che non ci saranno più. Non c’è De Mita, non c’è D’Elia, non c’è Polito… il meglio, una perdita per la democrazia. Montecitorio diventerà un posto infrequentabile”. Giuli: “Si abbina perfettamente al pezzo dei tre fratelli Marx”. Bellasio: “Kosovo, allora due spallette, più una pagina di Panella sul caso Iran-Siria”. Casotto: “Economia?”. Ferrante: “I casi dei banchieri in Francia, Germania, Gran Bretagna”. Comincia lunga discussione sulle differenze con il caso Italia: Fazio (ex governatore di Bankitalia, ndr) se n’è andato per molto meno rispetto a quanto accaduto negli altri paesi, dove i banchieri restano al loro posto perché la politica li difende. Cundari: “La Francia è un paese, l’Italia no. E’ un problema che abbiamo dal Medioevo”. Casotto (all’apparecchio del vivavoce): “C’è Crippa a Milano? Ha idee?”. Voce femminile da Milano: “Non c’è”. Casotto: “Allora non ha idee. Tramvia a Firenze? Ma che se la vedano loro, perché tutta Italia deve parlare del tram? Parliamo di Cipro?”. Paola Peduzzi: “Sì, Cipro, Cipro”. Dir, affacciato dal balconcino: “Chi ha il numero del fotografo?”.
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