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ArchivioReunion

7 luglio 2009

C’è ospite un redattore milanese, ma la star del giorno è Pippo Civati: c’è chi loda il suo “non essere né comunista né democristiano”, chi dice che “al di là del succo il modo in cui si pone arriva”, chi si rifiuta di lodare Civati ma scommette su Ignazio Marino, di cui Civati è coordinatore di candidatura, dicendo che sarà “un siluro contro i suoi stessi demiurghi”. L’unica certezza è che “Repubblica ora ha ben tre candidati”. Appena si parla di forma partito i critici di Civati si svegliano: “Pure lui parla di forma partito”, dice un redattore fino ad allora silente. Soltanto i duecento misteriosi cinesi giunti per il G8 soppiantano Civati: tutti si girano verso il redattore economia. Un redattore esteri è preoccupato per la sorte degli Uiguri, un vicedirettore rassicura il possibile inviato all’Aquila: “In macchina si fa presto, ieri ero al concerto di Paolo Fresu a Tivoli, praticamente all’Aquila”. Ma il meglio non è ancora arrivato: dalla tasca degli Esteri spunta un fantomatico articolo scritto da “Obamino”: articolo di un Obama venticinquenne risalente agli anni della Columbia, in cui Obama vagheggiava un mondo denuclearizzato. Qualcuno ride bonariamente delle troppe “manine” nell’edizione domenicale “speciale Africa” di un quotidiano del Nord: Bono, Desmond Tutu, tutti a parlare di Africa in pagine sormontate da una manina. Si chiedono idee rock a una redattrice esperta di bioetica, rivelatasi però rocchettara perfetta (anche oggi ha un’idea rock, grazie al figlio di un suo ex fidanzato in vacanza a Parigi).

di Marianna Rizzini

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