Giornata mesta, tutti vestiti scuri, tranne due sgargianti eccezioni. Due sono state anche le distrazioni, una via l’altra. Prima ci ha pensato il dir, che ha deciso di stare in piedi invece che, come sempre, seduto alla scrivania di Benini. In piedi, con il maglione blu e la cravatta (il look che gli ambienti vicino agli Esteri prediligono), il dir ha preso in giro un titolo del Foglio, ha messo all’asta un pezzo di fantapolitica, ha tormentato la redazione con il suo tormentone – Spinetta? Spinetta? Spinetta? – e ha ovviamente chiesto dov’è Cundari, il quale stava godendo del suo meritato giorno di corta. (Il tema pretende una parentesi: da quando il Foglio esce anche la domenica, sono state introdotte le corte. La turnazione infernale è gestita da un sempre più patito Raineri che non soltanto deve star dietro a generali e bombe e aggeggi militari di cui capisce solo lui ma pure ai “ah, io lunedì non ci sono” che ogni tanto si alzano nell’open space. Poiché il compito è impervio, capita che non tutto sia registrato sulla lavagna che decide dei nostri weekend. Così, negli interstizi dell’organizzazione, s’infiltrano coloro che vogliono fermamente abolirle, le corte, che sono iniziate da neanche due mesi e già sono un guazzabuglio e insomma che le facciamo a fare le corte. Ma per fortuna il Fronte della Resistenza Corta combatte, e sopravvive grazie a qualche sagace battuta che i più sagaci tra i redattori lasciano cadere qui e là, con leggera sollecitudine). Il dir era in piedi, si diceva, e un po’ disorientava. Poi però è arrivata un’altra distrazione, defilata in un angolo alto della redazione ma ai più decisamente visibile e a quel punto non c’è stato più niente da fare, nessuno ascoltava più, nessuno parlava più, un brusio di sottofondo la faceva da padrone, soltanto chi dava le spalle alla scala ha capito di che cosa avrebbe dovuto scrivere l’indomani. Per gli altri la reunion era finita, anche se ancora qualcuno tentava di parlare di aborto.
© - FOGLIO QUOTIDIANO