Il direttore gira tra le mani un libro di Giuseppe Maranini – “una vecchia fissazione di Pannella”, dice. Poi fa l’appello via interfono ai due redattori milanesi, “quasi una coppia di fatto”, commenta un redattore burlone. L’imminenza del 25 aprile e le (tristi?) sorti del Pd colpiscono due o tre redattori vagamente cinici – ma ciò che più impensierisce (specie pensando al povero Piero Fassino che dovrà fare da capotreno) è il convoglio del partito che girerà per l’Europa nei prossimi giorni. Per inconsapevole par condicio si dedica uguale tempo di discussione a Fini, ad Alemanno, agli antifiniani e ai funerali di Giano Accame (ben due redattori erano presenti). Una redattrice si innamora di D’Alema in barca, ma la foto (sul Giornale) è vecchia di almeno dieci anni, le si fa notare. Segue stizzito commento di un redattore preoccupato dalla deriva lettiana (nel senso di Enrico Letta) di alcuni colleghi. Si passa attraverso una dotta relazione degli Esteri sulle elezioni in Sudafrica per approdare, inaspettamente, al brindisi con pizzette per la brillante laurea del giovane e tosto Marco Valerio Lo Prete.
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