L’Obamismo è in crisi? Con questa domanda (per alcuni retorica) si apre una riunione a ranghi ridotti e a idee allargate. “In giro per il mondo lo trattano come un bambino inesperto”, fa notare qualcuno. A proposito, il G20 si riunisce o no? E se sì, quando? Per una misteriosa legge del contrappasso giornalistico Merlo ha male alla spalla (di prima), mentre l’unico taglio che ha Meotti è quello che riempie in terza pagina con una lunga intervista al generale israeliano che cura le vittime dei kamikaze. Un nostro corrispondente americano che arriva dalla Sicilia ha scoperto una specie di massoneria (de sinistra, of course) di giornalisti americani, mentre sulle vicende di Aig è lapidaria la frase di un redattore: “Chi più spende più traballa”. Bellasio è stato a Milano e capisce le ambasce in cui cadono i redattori del nord quando Arnese propone i pezzi economici lontano dall’interfono: “Avvicinati così Crippa sente”. Si accelera (o accellera, come direbbe qualcuno dal coordinamento): corso di Pdl veloce a Giovanni Galli a Firenze (con annessi: “Se fa politica come parava siamo a posto” e risposte tipo “Ma come, è stato il miglior portiere del Milan negli ultimi 50 anni!” o “E’ pure stato al Toro!”, con un versatile e sorprendente Merlo sul finale: “Pure al Parma, se è per questo”). Intanto in Spagna i vescovi scendono in piazza contro l’aborto e la sinistra vuole fortissimamente Fini; sul finale qualcuno azzarda: “Ma la lettera del Cav. sul biotestamento è scritta in tedesco?”.
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