La riunione comincia con una piacevole rassegna di opinioni sulla performance televisiva del nuovo conduttore di Matrix, Alessio Vinci. Chissà, forse sarà colpa di un po’ di inesperienza, forse sarà perché due sere fa il canale concorrente ospitava tutto quel ben di dio appena ereditato da Sanremo, forse sarà perché Enrico Mentana non era poi così male, ma l’impressione che si ha è che la prima serata dell’ex giornalista della Cnn non sia stata proprio un successone. Per il resto, il giornale avrà due storie molto belle – che partono dalla prima pagina e che con angolature diverse raccontano due lati della guerra al terrorismo – e avrà anche due analisi politiche sulle prime mosse di Franceschini alla guida del Pd – e nonostante ci siano molte idee diverse a proposito della solidità politica del nuovo segretario per il secondo giorno di seguito capita che alla fine della reunion siano sempre di più i redattori convinti che la segreteria dell’ex vice W. sarà qualcosa di più che una normale fase transitoria. La chicca del giorno però è una pagina scritta a sei mani su quell’allenatore di calcio che non sarà il più forte, che non sarà il più bravo, che si ostinerà pure a far giocare ancora a centrocampo pessimi terzini sinistri, ma che oggi come oggi, sportivamente parlando, è certamente la seconda cosa più eccitante mai capitata in Italia da quando, una volta ogni quattro anni, è possibile apprezzare in diretta le toniche e misurate telecronache di canottaggio di Giampiero Galeazzi.
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