"Oggi vi vedo un po' magrini…". Il dir. esordisce così. Apre la riunione del sabato, un 8 marzo con tre donne che lavorano e mimose non se ne vedono (per quanto vuoi essere una modern-anticonformìst-un-po'-snob, un fiore fa sempre piacere). Il dir.: "Lo dico nel senso che vi vedo pochini. La frase la disse Togliatti agli studenti della Normale di Pisa, tra cui Sofri. Allora gli studenti non mangiavano, non avevano una lira. Ma gli esteri dove sono? Non c'è nessuno? Allora per noi il mondo un giorno a settimana non esiste?". Voci interne alla redazione spiegano che, lavorando il sabato, ci sono i recuperi e i sabati al mese sono quattro, anzi a marzo cinque. Il dir: "Non vi preoccupate. Con l'8/10 per cento della lista tasso tutti i miei deputati". Casotto elenca i pezzi di esteri già previsti: Obama con Rocca, la Spagna. Dir: "Che noia la Spagna". Si viene a sapere che Vogue verrà in redazione per un servizio, Annalena Benini si sfiora i capelli: "Potevate dirmelo, non sono andata dal parrucchiere". Casotto: "Allora, da dove partiamo?". Dir: "Questo non te lo so dire. Io da qui, per andare in piazza Farnese alle tre". Si decide di affidare a Crippa il racconto della festa di lista in una sovraccoperta di quattro pagine. "Così si salvaguarda di più il giornale", ne sono convinti ambienti vicini alla direzione. Discussione sul cartellone del film Juno, che solo in Italia non prevederebbe la bimba col pancione. Qualcuno dà la colpa al Produttore Collettivo. Ci sarà una pagina di Langone, una di Mancuso sul film Juno, l'Economist visto dal di dentro: la riunione di redazione raccontata da Affaticati (è la nemesi contagiosa di Reunion). Giuli: "Io avevo quattro idee di politica". Il dir. stupito che fossero quattro. Giuli ammette che già non se le ricorda più. In agenda c'è un Cav. che apre la campagna elettorale, però i tassisti non vanno proprio giù. Giuli: "Pare che Berlusconi non fosse soddisfatto delle liste e stanotte le abbia riaperte per rileggere tutto". Il dir. propone un pezzo sugli abbandoni televisivi, Casini che lascia Otto e mezzo sui titoli di coda vince il premio del giorno: un ritratto. Alle dodici meno cinque il giornale è deciso. Brividi quando il dir., prima di ritirarsi nelle sue stanze, sfoglia Liberazione. "Non male, eh? Vogliamo fare anche noi una riforma grafica?". Sarà il clima sabbatico, nessuno lo prende troppo sul serio.
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