Ci si riunisce alle 11, quando chiunque comincia a sedersi dove può. L’Elefantino si siede un po’ in mezzo alla stanza, appoggia la bottiglia di acqua e il bicchiere alla sua destra. Prende la parola, propone un pezzo per elogiare Rep e Corriere che hanno smontato la storia del blitz all’ospedale di Napoli dopo un aborto alla 21° settimana: “Facciamo loro i complimenti perché hanno riconosciuto la verità dei fatti”. Breve discussione sulla decisione del giorno prima di non pubblicare i testicoli del dir. Nicoletta Tiliacos: “Se pubblichiamo i tuoi dobbiamo pubblicare quelli di tutti i redattori del Foglio”. Silenzio in sala. L’elefantino racconta, con mimo, la scenata di Marco Pannella in uno studio tv Rai. Poi: “Io oggi scrivo le istruzioni per la lista”. Alessandro Giuli propone un pezzo su tutti i piccoli esclusi dal CAW. Ferrara: “Sì, bel pezzo”. Francesco Cundari: “Io sto leggendo un libro di Pomicino, carino, se la prende con tutti”. Dir: “3600 battute”. “Nooo, ma…”. Dir: “Con 3600 battute si fanno pezzi stupendi! Cose serie internazionali?”. Daniele Bellasio: “Hanno ucciso il leader cristiano in Birmania. Visto che non ne parla nessuno, io ne parlerei in prima”. Seconda pagina. L’elefantino propone un pezzo sulla tv, “che ti rincoglionisce perché tutto si equivale, in un’insalata di opinioni”. Marina Valensise si offre volontaria. Ubaldo Casotto racconta un pezzo di Camillo Langone, che parte dal concetto che la salvezza viene dalle immagini per arrivare fino alle ecografie. Tiliacos: “A Singapore c’è un caso per una pubblicità in cui Gesù è il più figo, attorniato da bellissime donne, con una sessualizzazione forte”. Dir: “Va bene. Economia?”. Marco Ferrante: “Ci sarebbe Alitalia”. Dir: “Mmh”. Poi assegna il pezzo su Rep e Corriere. “Economia?”. Ferrante: “Un pezzo sulla Germania”. Dir: “Moratoria? Quattro pagine. Abbiamo lettere?”. Sì, ci sono lettere. Ferrante: “Tutti parlano di tesoretto qui, tesoretto lì…”. Dir: “Sì. Noia, noia continua”. 12.15.
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