IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara
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ArchivioReunion

6 marzo 2008

Opportunamente introdotta dall’inno della Roma trionfatrice a Madrid, la riunione comincia puntuale e si conclude presto perché la presenza del Direttore scoraggia l’altrimenti dilagante ciacolare dei redattori. Riunione “circolare”, iniziata con un peana per Giulio Meotti che vive da pendolare: “Ti dividi tra la difesa della vita e l’islam, e ogni giorno vai e vieni tra Roma e Arezzo… come i giapponesi!” (nei bassifondi del Foglio lo si sapeva, la direzione ancora ignorava). Riunione terminata con un Giulio monumentale contro la cattiva coscienza dei librai azionisti torinesi (ma gli costerà molte battute da scrivere).
Nel mezzo, un’osservazione ludica sul sequestro settimanale di Stefano Di Michele operato da Peppino Sottile per fargli scrivere una pagina dell’inserto. Poi le cose serie (perciò trascurabili) con le quali riempire il giornale dell’indomani. Rimarchevole il disseppellimento delle Brevi: dopo parecchi giorni il lettore del Foglio incrocerà delle notizie in prima pagina, è un po’ volgare ma ogni tanto aiuta. L’asse nazionalbolscevico della redazione si beve come parole di miele il resoconto del Direttore sul nuovo Tremonti che fa l’elogio del posto fisso. Ma il compagno Cundari s’improvvisa deviazionista e difende il reazionario Ichino dalle oscillazioni di Veltroni: “Come fa a dire che parla a titolo personale, se l’ha candidato per quello che pensa e dice? Perché bello non è e non ha neppure le tette”. Poi si scivola su esteri, interni, bioetica, varie ed eventuali. L’estensore odierno di Reunion percepisce vagamente le parole straniere Alaska, Barack, Farc, Gordon Brown, Zincone, medici abortisti non moratori, “romanzieri che s’inventano…” (Ferrante: “Cioè quelli che non copiano, è già qualcosa”).
E così via, mentre il soldato Raineri mastica una penna e decreta unilateralmente, senza neppure una risoluzione Onu a sostegno, che “il petrolio iracheno sta per invadere il mondo”. In coda, la dolce Peduzzi informa l’estensore che è stata molestata da Cundari durante tutta la riunione (“muoveva di continuo lo schienale della mia sedia”). La primavera è vicina.

di Alessandro Giuli

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