Fortuna che alla fine sono arrivati Meotti e i pasticcini. Tra il mistero e il tradimento la riunione era sul punto di finire male. Tanto per cominciare, è iniziata in ritardo. Il Dir. di ritorno dalla Spagna è in camicia, chiacchierone e con parecchia voglia di divertirsi. Bellasio si è tagliato i capelli, Meotti ha mal di gola, Giuli è nella sua posizione zen con le gambe incrociate. Non appena si chiama Milano, il mistero: Crippa non c’è. Dov’è Crippa? Nessuno lo sa. Fusina non lo sa, Casotto non lo sa, il Dir. non lo sa. Sta da ieri dietro a due prelati, Crippa. Sguardi preoccupati (soltanto Sottile Candidato pare non preoccuparsi, dev’essere lo status, o la cravatta da rimirare). Si saranno mica presi Crippa, i prelati? Sguardi preoccupati. Poi finalmente risponde al telefono: è soltanto in ritardo, cinque minuti e arriva. Sospiri di sollievo, SDM gongola, non è lui l’unico ritardatario cronico. Poi c’è il tempo di parlare di Hillary e di commentare un altro sciopero della sete di Pannella e si consuma il tradimento. A Bellasio il compito della delazione: con tono freddo, comunica che lo scudo crociato è apparentato con il Popolo della libertà. Ha la prova: una pagina pubblicitaria intera tutta azzurra e scudi e simboli. Apparentamento. Ma chi Rotondi? No, no, Pizza. Ma apparentamento in tutta Italia? Non si sa, farfugliamento generale. Occhi bassi. Apparentamento traditore. Lo scudo sì e noi no. Mormorii. Rabbuiamenti. Si teme per il peggio. Poi la riunione va avanti. Si cambia argomento. Ci sono buoni motivi per distrarsi. I radicali, Javier Marias e persino Bjork. C’è anche “Calearo Olearo” con la sua performance a Ballarò. Non c’è tempo per prendersela. Come sempre Meotti ci salva tutti, dà la sua chicca finale – che riguarda quel gran figaccione di Hitchens, un articolo datato ma prolifemente attuale – e il sorriso è ritrovato. Poi ci sono i pasticcini, Luigi De Biase compie gli anni.
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