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ArchivioReunion

1 marzo 2008

Riunione informale, roba per pochi intimi: il primo giorno di marzo in redazione ci sono soltanto Burini, Casotto, Cundari, De Biase, De Remigis e Meotti. Paola Peduzzi è l’unica donna della compagnia. “Cosa facciamo? – chiede Casotto – Io direi di far scrivere quella cosa a Carretta”. Sguardi interlocutori. Il televideo dice che il prezzo del grano è sceso dell’otto per cento. Gli esteri sono divisi fra le elezioni in Russia e gli scontri a Gaza. Ma c’è anche l’amore improvviso fra il presidente americano, George W. Bush, e Bob Geldof, il musicista filantropo di Live Aid. “Ora Geldof parla di Bush come di un santo – spiega Peduzzi – dice che è l’uomo che più si è impegnato per l’Africa. Il suo discorso sembra scritto da Rocca (Christian, inviato del Foglio negli Stati Uniti, ndr)”. Giornata di stanca per la politica. “Oggi l’unico big che parla è Casini”, dice Marco Burini. L'attributo “big” lascia perplesso Ciccio Cundari. Lui, più disteso del solito, scova un’intervista spagnola a W. e traduce in presa diretta. “Dice che il Pd è un partito riformista, non di sinistra”. Indignazione. “Ma cosa succede se Zap. vince le elezioni? W. la penserà ancora allo stesso modo, dopo?”. Meotti moment. Giulio parla dell’aborto selettivo in India, dove sei bimbe concepite su dieci non vedono la luce. Burini indugia su una foto di Simon de Beauvoir pubblicata su una rivista francese: lei è nuda, di spalle, di fronte allo specchio. “Notavo la discrepanza tra busto e gambe”. Qualcuno prova a chiamare la “discrepanza” con il suo nome. Peduzzi ferma il dibattito sul nascere: “Niente volgarità, ricordatevi che c’è ancora una donna qui”. Il foglio della domenica comincia a camminare.

di Luigi De Biase

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