La notizia più importante ed entusiasmante del giorno è che (forse) l’impianto dell’aria condizionata è stato definitivamente rimesso in sesto. Di fronte a ciò, tutto il resto (Csm e Cav., crisi petrolifere e crollo dei consumi, contorsioni del Pd e annaspamenti Udc) passano comprensibilmente in secondo piano. Ferrante prova a spiegare a una redazione assai poco reattiva (il funzionamento dell’aria condizionata è ancora una promessa, bisognerà aspettare un paio d’ore ancora, pare) che differenza passa tra il declinismo d’antan e gli attuali negozi disertati per via dell’inflazione troppo alta. Bellasio profetizza su future fatiche titaniche di Giulio Tremonti, mentre Merlo, Cerasa e Cundari faranno dire alla politica quel che la politica ancora nemmeno sa. Gli equilibri bizantini nella corte suprema americana, esposti da Meotti, sono troppo americani anche per il direttore, si ripiega su dispacci dall’islam. A essere messo peggio di tutti, sul Foglio di domani, sarà certamente l’inestirpabile Claudio Petruccioli, affidato alle cure della Benini.
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